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STORIA OLIMPICA DEI
100m
|
Atene, venerdì 10 aprile 1896 – ore 14.40e |
|
1 |
5 |
Thomas Edmund Burke |
75 |
USA |
12,0 |
B |
|
2 |
6 |
Fritz Hofmann |
71 |
GER |
12,2e |
B |
|
3 |
3 |
Alajos Szokolyi |
71 |
UNG |
12,6e |
B |
|
4 |
2 |
Francis
Adonijah Lane |
74 |
USA |
12,6e |
B |
|
5 |
4 |
Alexandros Khalkokondilis |
|
GRE |
12,6e |
B |
|
6 |
1 |
Thomas
Pelham Curtis |
72 |
USA |
dns |
B |
Iscritti: 16 in rappresentanza di 9 nazioni.
Finalisti: 5
Di fronte a 40.000 spettatori affluiti nel
rimodernato Stadio Panathinaikon, ed a quelli assiepati sulle colline
circostanti, l’americano Francis Lane della università di Princeton vinse la
prima batteria dei 100 metri nel tempo di 12.2.
Lane fu il primo atleta ad aver concluso una gara
nei primi Giochi Olimpici dell’Era Moderna.
I connazionali Thomas Curtis (12.2) e Thomas
Burke (11.8) vinsero le altre due batterie.
Curtis impegnato nella finale dei 110 metri
ostacoli, non partecipò alla finale.
Burke ed Hofmann furono i più rapidi in partenza
e rimasero appaiati fino ai 50 metri, quando Burke, grazie alla sua maggiore
resistenza di quattrocentista, prese il largo andando a vincere la gara con un
vantaggio di un metro e mezzo sul campione tedesco.
|
Parigi, sabato 14 luglio 1900 – ore 11.15 |
|
1 |
Frank Washington Jarvis |
78 |
USA |
11,0 |
b |
|
2 |
John Walter Tewksbury |
76 |
USA |
11,1e |
b |
|
3 |
Stanley Rowley |
76 |
AUS |
11,2e |
b |
|
4 |
Arthur
Francis Duffey |
79 |
USA |
dnf |
b |
Iscritti: 20 in rappresentanza di 9 nazioni –
Finalisti: 4
Si disputarono sei batterie. Jarvis vinse la
terza nel tempo di 10.8, nuovo record olimpico e mondiale uguagliato, subito
imitato dal connazionale Tewksbury vincitore della seconda batteria del secondo
turno eliminatorio.
Duffey, il migliore specialista della sua epoca,
nella finale si portò al comando sulla pista in erba del Bois de Boulogne, ma
dovette ritirarsi a causa di un infortunio muscolare.
|
Atene, venerdì 27 aprile 1906 – ore 15.00 |
|
1 |
1 |
Charles Archibald “Archie” Hahn |
80 |
USA |
11,1/5 |
b |
|
2 |
3 |
Fay R. Moulton |
76 |
USA |
11,3e |
b |
|
3 |
6 |
Nigel Barker |
84 |
AUS |
11,3e |
b |
|
4 |
2 |
William David Eaton |
82 |
USA |
11,5e |
b |
|
5 |
5 |
Lawson N. Robertson |
83 |
USA |
11,5e |
b |
|
6 |
4 |
Knut “Knatten” Lindberg |
82 |
SWE |
11,8e |
b |
Iscritti: 42 in rappresentanza di 13 nazioni –
Finalisti: 6
Per la prima volta in una gara di velocità ai
Giochi Olimpici si disputarono due turni eliminatori.
Lo starter, sig. Arvanitis, era lo stesso che
aveva avviato la gara dei 100 metri dei primi Giochi Olimpici del 1896.
Hahn difese egregiamente il titolo conquistato a
St. Louis e vinse agevolmente la gara regolando di una yard il connazionale
Moulton Fay
La pista dello Stadio Panathinaikon si rivelò
ancora una volta poco veloce tanto è vero che nessun velocista riuscì a scendere
sotto gli 11 secondi.
|
Londra, mercoledì 22 luglio 1908 – ore 16.16 |
|
1 |
1 |
Reginald Edgar “Reggie” Walker |
89 |
RSA |
10,4/5 |
b |
|
2 |
2 |
James Alcorn Rector |
84 |
USA |
11,0e |
b |
|
3 |
4 |
Robert “Bobby” Kerr |
82 |
CAN |
11,0e |
b |
|
4 |
3 |
Nathaniel John Cartmell |
83 |
USA |
11,2e |
b |
Iscritti: 60 in rappresentanza di 16 nazioni –
Finalisti: 4
Di disputarono ben 17 batterie mel primo turno
eliminatorio. Il miglior tempo fu realizzato dalla americano James Rector che si
aggiudicò la 15a nel tempo di 10.4/5 che uguagliava il record olimpico.
Il primato olimpico venne uguagliato due volte
nel secondo turno eliminatorio: dal sudafricano Walker e dallo stesso Rector,
vincitori della prima e della terza batteria.
Walker è tuttora il più giovane vincitore dei 100
metri ai Giochi Olimpici; infatti il giorno della finale di Londra aveva
compiuto da poco 19 anni.
|
Stoccolma, domenica 7 luglio 1912 – ore 14.45 |
|
1 |
3 |
Ralph Cook Craig |
89 |
USA |
10,8 |
b |
|
2 |
2 |
Alvah T. Meyer |
88 |
USA |
10,9e |
b |
|
3 |
5 |
Donald
Fithian Lippincott |
93 |
USA |
10,9e |
b |
|
4 |
4 |
George Herbert Patching |
86 |
RSA |
10,9e |
b |
|
5 |
6 |
Frank Belote |
83 |
USA |
11,0e |
b |
|
6 |
1 |
Howard Porter Drew |
90 |
USA |
dns |
b |
Iscritti: 97 in rappresentanza di 22 nazioni –
Partecipanti: 69 in rappresentanza di 22 nazioni.
Finalisti: 5
Per la prima volta venne utilizzato un apparato
di cronometraggio semiautomatico quale sussidio al cronometraggio manuale al
decimo di secondo, con ufficializzazione del tempo solo per il primo
classificato.
Venne usata anche la “still camera” antesignana
del foto-finish.
Come per l’edizione londinese del 1908 si corsero
17 batterie. I primi due di ogni batteria ebbero accesso al secondo turno che
vide la disputa di 6 batterie; alla finale vennero ammessi i primi classificati
di ciascuna batteria.
Questa decisione suscitò molto malcontento.
Nella 10a batteria del primo turno l’inglese
David Jacobs corse in 10.8 uguagliando il primato olimpico.
L’americano Donald Lippincott si aggiudicò la 16a
batteria correndo in 10.6, nuovo record olimpico.
Il 12 giugno 1914 a Berlino la I.A.A.F,.
organismo internazionale fondato subito dopo i giochi di Stoccolma, pubblicò la
prima lista dei primati mondiali ed incluse la prestazione di Lippincott che
divenne in tal modo il primo recordman mondiale ufficiale della distanza.
L’eccellente prestazione venne avvicinata nel
secondo turno nel corso del quale gli statunitensi Craig, Meyer e Lippincott
fecero segnare il tempo di 10.7
La finale fu molto travagliata a causa di ben
sette partenze false rilevate dallo starter Gison Uggla, un ufficiale
dell’esercito svedese.
Ad essa non prese parte l’americano Howard Drew,
grande favorito della gara, vittima di un infortunio
|
Anversa, lunedì 16 agosto 1920 – ore 16.00 |
|
1 |
3 |
Charles William Paddock |
00 |
USA |
10,4/5 |
b |
|
2 |
1 |
Morris Marshall Kirksey |
95 |
USA |
10,8e |
b |
|
3 |
6 |
Harry Edward |
95 |
GBR |
10,9e |
n |
|
4 |
5 |
Jackson Volney Scholz |
97 |
USA |
10,9e |
b |
|
5 |
4 |
Emile
Ali-Khan |
02 |
FRA |
11,1e |
b |
|
6 |
2 |
Loren
Murchison |
98 |
USA |
11,2e |
b |
Iscritti e partecipanti: 61 in rappresentanza di
23 nazioni – Finalisti: 6
In supporto al cronometraggio manuale tornato al
quinto di secondo, venne impiegato un sistema detto “slow motion” precursore dei
sistemi di rilevazione cronometrica automatica e del foto-finish.
Charles Paddock, grande favorito della vigilia,
fece segnare il miglior tempo del primo turno eliminatorio vincendo la 8a
batteria in 10.4/5.
Lo stesso tempo venne fatto segnare nel secondo
turno dall’inglese Harry Edward, da Jackston Scholz ed ancora da Charles
Paddock.
Per la prima volta si corsero anche le semifinali
che videro il successo di Edward e Paddock entrambi cronometrati a 10.4/5.
In finale si verificò uno spiacevole contrattempo
che penalizzò l’americano Murchison, campione U.S.A. in carica, vittima della
imperizia dello starter di origine e lingua francese. Lo sfortunato atleta venne
lasciato nelle buchette in quanto pensava che la partenza sarebbe stata
annullata.
Paddock negli ultimi metri della corsa si esibì
nel suo celeberrimo balzo che gli consentì di battere il connazionale Kirksey
che ebbe la ingenuità di voltarsi a guardarlo.
I giudici di arrivo presero un abbaglio
classificando in un primo momento Scholz al terzo posto, poi restituito
all’inglese Edward dopo la documentazione fotografica esibita da un giornalista.
Harry Francis Vincente Edward, originario della
Guyana Britannica è il primo atleta di razza negra a conquistare una medaglia
olimpica in una prova di velocità.
|
Parigi, lunedì 7 luglio 1924 – ore 17.00 |
|
1 |
4 |
Harold Maurice Abrahams |
99 |
GBR |
10,3/5 |
B |
|
2 |
2 |
Jackson Volney Scholz |
97 |
USA |
10,8e |
B |
|
3 |
6 |
Arthur
Porritt |
00 |
NZL |
10,9e |
B |
|
4 |
5 |
Chester Bowman |
01 |
USA |
10,9e |
B |
|
5 |
1 |
Charles William Paddock |
00 |
USA |
10,9e |
B |
|
6 |
3 |
Loren Murchison |
98 |
USA |
11,0e |
B |
Iscritti: 101 in rappresentanza di 35 nazioni.
Atleti partecipanti: 82 in rappresentanza di 34
nazioni. – Finalisti: 6
Nella 4a batteria del secondo turno eliminatorio
l’inglese Harold Abrahams uguagliò il primato olimpico, mentre i quattro
americani gara corsero in 10.4/5.
Ancora tutti e quattro in gara gli statunitensi
dopo la disputa della semifinale dove Abrahams corse ancora in 10.3/5.
In finale i concorrenti si avviarono al primo
tentativo ed Abrahams ebbe la meglio sull’americano Scholz, mentre deluse
Paddock.
Harold Abrahams divenne così il primo velocista
europeo a vincere il titolo olimpico dei 100 metri
|
Amsterdam, lunedì 30 luglio 1928 – ore 16.45 |
|
1 |
4 |
Percy Williams |
08 |
CAN |
10,4/5 |
b |
|
2 |
5 |
John “Jack” Edward London |
05 |
GBR |
10,9e |
b |
|
3 |
3 |
Georg Lammers |
05 |
GER |
10,9e |
b |
|
4 |
7 |
Frank Clifford Wykoff |
09 |
USA |
11,0e |
b |
|
5 |
6 |
Frank Clifford Wykoff |
06 |
RSA |
11,0e |
b |
|
6 |
2 |
Robert Francis McAllister |
99 |
USA |
11,0e |
b |
Iscritti e partecipanti: 77 in rappresentanza di
31 nazioni – Finalisti: 6
Il canadese Williams era praticamente uno
sconosciuto prima dei Giochi. Si rivelò vincendo la 4a batteria del secondo
turno eliminatorio nel tempo di 10.3/5 che uguagliava il record olimpico.
Il limite fu uguagliato in semifinale anche da
Robert McAllister e da John London che si aggiudicarono le due ultime
eliminatorie.
In finale dopo due partenze false, l’americano
McAllister fu il più veloce in partenza ma ai 50 metri venne fuori Williams che
si aggiudicò la gara.
Percy Williams vinse anche l’oro dei 200 metri e
contribuì a far qualificare per la finale la staffetta 4x100 del Canada che però
venne squalificata per cambio irregolare.
|
Los Angeles, lunedì 1 agosto 1932 – ore 15.30 |
|
1 |
7 |
Thomas Edward “Eddie” Tolan |
08 |
USA |
10,3 |
10,38 |
n |
|
2 |
4 |
Ralph Harold Metcalfe |
10 |
USA |
10,3 |
10,38 |
n |
|
3 |
6 |
Arthur Jonath |
09 |
GER |
10,4 |
10,50 |
b |
|
4 |
5 |
George Sidney Simpson |
08 |
USA |
10,5 |
10,53 |
b |
|
5 |
3 |
Daniel Jacobus Joubert |
09 |
RSA |
10,6e |
10,60 |
b |
|
6 |
2 |
Takayoshi Yoshioka |
09 |
JPN |
10,7e |
10,79 |
g |
Vento: + 0.2 m/s – 30° C
La misurazione del vento non è ufficiale in
quanto la I.A.A.F. riconobbe valido questo controllo solo dai Giochi di Berlino
del 1936.
Venne impiegato il cronometraggio manuale al
decimo di secondo, con il supporto della Kirby Two-Eyes Camera.
Rilevazioni cronometriche manuali per Tolan: 10.3
– 10.3 – 10.4
Rilevazioni cronometriche manuali per Metcalfe:
10.3 – 10.3 – 10.3
I tempi manuali della finale, relativamente al
quinto e sesto classificato, non furono rilevati cronometricamente; essi sono
stimati in quanto desunti da immagini fotografiche.
Iscritti e partecipanti: 32 in rappresentanza di
17 nazioni – Finalisti: 6
Nella 3a batteria il tedesco Jonath uguagliò il
primato olimpico (10.6/10.67).
Il piccolo americano Tolan vinse il primo dei
quattro quarti di finale nel tempo di 10.4/10.53 stabilendo il nuovo primato
olimpico.
In finale il giapponese Yoshioka, uno dei più
reattivi alla sparo, prese subito un buon vantaggio che fu annullato prima della
metà gara dagli altri concorrenti.
Tolan e Metcalfe si gettarono sul filo di lana
contemporaneamente. La “Kirby Camera” vide un leggerissimo vantaggio per Tolan e
quindi la vittoria fu sua insieme al nuovo record olimpico. Con il tempo di 10.3
Tolan uguagliò anche il primato mondiale.
|
Berlino, lunedì 3 agosto 1936 – ore 17.00 |
|
1 |
2 |
James Cleveland “Jesse“ Owens |
13 |
USA |
10,3w |
n |
|
2 |
7 |
Ralph Harold Metcalfe |
10 |
USA |
10,4w |
n |
|
3 |
5 |
Martinus Osendarp |
16 |
HOL |
10,5w |
b |
|
4 |
6 |
Frank Klifford Wykoff |
09 |
USA |
10,6we |
b |
|
5 |
4 |
Erich Borchmeyer |
05 |
GER |
10,7we |
b |
|
6 |
3 |
Lennart Hans Strandberg |
15 |
SWE |
10,9we |
b |
Vento: + 2.7 m/s
Iscritti. 69 in rappresentanza di 31 nazioni –
Partecipanti: 63 in rappresentanza di 30 nazioni.
Finalisti: 6
L’americano Jesse Owens, nuovo astro
dell’atletica mondiale dopo i primati conquistati nel 1935, si presentava come
il grande favorito ai Giochi di Belino.
Nella 2a batteria del primo turno eliminatorio
Owens uguagliò il primato olimpico e nel secondo turno si aggiudicò la seconda
batteria correndo in 10.2 ma favorito da un vento favorevole di m. 2.3 al
secondo.
Infatti durante i Giochi di Berlino vennero
effettuate le prime rilevazioni sulla velocità del vento, anche se la
ufficialità avvenne dal 1937.
Nella finale, avviata dallo starter tedesco Franz
Miller, Owens, sfruttando il suo personale sistema di partenza, fu il più rapido
a mettersi in azione.
Metcalfe stentò a mettere in moto la sua macchina
da corsa e solo nel finale riuscì a recuperare terreno al connazionale.
L’olandese Osendarp riuscì a battere il terzo
degli americani Frank Wykoff già finalista ad Amsterdam.
|
Londra, sabato 31 luglio 1948 – ore 15.45 |
|
1 |
7 |
William Harrison Dillard |
23 |
USA |
10,3 |
10,5 |
n |
|
2 |
3 |
Harold Norwood “Barney” Ewell |
18 |
USA |
10,4 |
10,6 |
n |
|
3 |
4 |
Lloyd LaBeach |
25 |
PAN |
10,4 |
10,6 |
n |
|
4 |
5 |
Alistair Mc Corquodale |
25 |
GBR |
10,4e |
10,7 |
b |
|
5 |
2 |
Melvin
Emery Patton |
24 |
USA |
10,5e |
10,7 |
b |
|
6 |
6 |
Emmanuel McDonald Bailey |
20 |
GBR |
10,6e |
10,9 |
n |
* I tempi vennero ufficializzati solo per i primi
tre classificati. I tempi del quarto, quinto e sesto classificato vennero
stimati.
Il cronometrista Harry Hathway e Bob Sparks,
presidente dell’A.T.F.S., esaminarono il foto-finish della finale e
“aggiustarono” i tempi elettrici al decimo di secondo.
Vento: + 1.6 m/s
Iscritti: 75 in rappresentanza di 37 nazioni. –
Partecipanti: 71 in rappresentanza di 37 nazioni.
Finalisti: 6
Fallita la qualificazione olimpica per la prova
dei 110 metri ad ostacoli a causa di una caduta durante i Trias USA, Dillard
riuscì a trovare un posto in squadra per la prova dei 100 metri, insieme ad
Ewell e Patton.
Nella finale olimpica Dillard ebbe una partenza
fulminea e non fu più raggiunto.
Ewell, in corsia decentrata rispetto a Dillard,
tagliò il traguardo con la convinzione di aver vinto la prova.
Ma il foto-finish assegnò la vittoria al grande
ostacolista.
|
Helsinki, lunedì 21 luglio 1952 – ore 17.20 |
|
1 |
4 |
Lindy John Remigino |
31 |
USA |
10,4 |
10,79 |
b |
|
2 |
3 |
Herbert Henry McKenley |
22 |
JAM |
10,4 |
10,80 |
n |
|
3 |
6 |
Emmanuel McDonald Bailey |
20 |
GBR |
10,4 |
10,83 |
n |
|
4 |
5 |
Finis Dean Smith |
32 |
USA |
10,4 |
10,84 |
b |
|
5 |
2 |
Vladimir Sucharev |
24 |
URS |
10,5 |
10,88 |
b |
|
6 |
7 |
John Francis Treloar |
28 |
AUS |
10,5 |
10,91 |
b |
Iscritti: 85 in rappresentanza di 36 nazioni –
Partecipanti: 72 in rappresentanza di 33 nazioni
Finalisti. 6
Per la prima volta vennero forniti dal
cronometraggio ufficiale i tempi di tutti i concorrenti classificati.
In epoca successiva l’inglese Bob Sparks ebbe
accesso alle pellicole del foto-finish ed ai filmati della Omega e potè rendere
pubblici tutti i tempi automatici rilevati.
La finale fu corsa su pista resa pesante dalla
pioggia caduta il giorno prima.
In partenza Remigino fece valere la sua
reattività allo start che gli avevano procurato tanti successi nelle indoor
americane.
Il giamaicano McKenley e l’inglese McDonald
Bailey, dati per favoriti alla vigilia, rinvennero nel finale di gara, ma
Remigino riuscì a prevalere su di loro di pochi centimetri.
Erano passati 24 anni dall’ultima vittoria di un
bianco nella finale dei 100 metri ( Percy Williams: Amsterdam 1928).
|
Melbourne, sabato 24 novembre 1956 – ore 17.30 |
|
1 |
6 |
Bobby Joe Morrow |
35 |
USA |
10,5 |
10,62 |
b |
|
2 |
5 |
Walter Thane Baker |
31 |
USA |
10,5 |
10,77 |
n |
|
3 |
8 |
Hector Dennis Hogan |
31 |
AUS |
10,6 |
10,77 |
b |
|
4 |
3 |
Ira James Murchison |
33 |
USA |
10,8 |
10,79 |
n |
|
5 |
7 |
Manfred
Germar |
35 |
FRG |
10,8 |
10,86 |
b |
|
6 |
4 |
Mike
Agostini |
35 |
TRI |
10,9 |
10,88 |
b |
Vento: - 5.0 m/s
Iscritti: 73 in rappresentanza di 34 nazioni –
Partecipanti: 69 in rappresentanza di 33 nazioni.
Finalisti: 6
Il vento contrario influenzò quasi tutte le prove
di sprint raggiungendo la massima velocità nella finale (- 5.0 m/s).
Nonostante la presenza in campo del primatista
mondiale Ira Murchison (10.1), il favorito della vigilia era Morrow
campione nazionale, campione universitario e
vincitore dei trials.
Alla finale parteciparono quattro atleti di razza
bianca, un caraibico ed un solo negro: Murchison.
Morrow scattò subito in testa, venne ripreso a
metà gara da Murchison e da Hogan, ma nel finale seppe far valere la sua
maggiore potenza e vinse con un metro e mezzo di vantaggio sul connazionale
Baker.
|
Roma, giovedì 1 settembre 1960 – ore 17.30 |
|
1 |
6 |
Armin Hary |
37 |
GER |
10,2 |
10,32 |
b |
|
2 |
1 |
David Williams “Dave” Sime |
36 |
USA |
10,2 |
10,35 |
b |
|
3 |
5 |
Peter Frank Radford |
39 |
GBR |
10,3 |
10,42 |
b |
|
4 |
4 |
Enrique Figuerola |
38 |
CUB |
10,3 |
10,44 |
n |
|
5 |
3 |
Francis Joseph “Frank” Budd |
39 |
USA |
10,3 |
10,46 |
n |
|
6 |
2 |
Otis “Ray” Norton |
37 |
USA |
10,4 |
10,50 |
n |
Vento: 0.0 m/s
Iscritti: 65 in rappresentanza di 48 nazioni. -
Partecipanti: 62 in rappresentanza di 46 nazioni.
Finalisti: 6
I tempi automatici espressi in centesimi di
secondo sono quelli rilevati dall’inglese Bob Sparks che ebbe accesso all’esame
delle pellicole impressionate dal foto-finish Racend-Omega Timer, la stessa
apparecchiatura usata dai Giochi di Londra 1948 in poi.
Anche il francese Jean-Claude Patinaud effettuò
ricerche personali presso gli archivi della Omega e della Longines, ricerche che
confermarono le rilevazioni di Sparks.
Alla vigilia dei Giuochi i favoriti per la prova
di velocità erano l’americano Norton, miglior velocista del 1959, il tedesco
Hary, che in giugno aveva corso la distanza in 10 netti, ed il canadese Jerome.
Hary portò il record olimpico a 10.2 vincendo con
grande autorità la 2a batteria del secondo turno eliminatorio davanti al
fortissimo americano bianco Dave Sime.
Il tedesco batté nuovamente Sime e Norton nella
seconda semifinale e quindi si presentò come il grande favorito per la vittoria
finale.
Dopo una falsa partenza chiamata “al tempo” dallo
starter Pedrazzini, Hary si produsse in una delle sue straordinarie partenze ma
venne fermato dallo starter che gli attribuì la falsa partenza fra il disappunto
del pubblico tedesco.
Al terzo tentativo si ebbe la partenza valida.
Il cubano Figuerola fu il più rapido in partenza
ma dopo venti metri egli fu raggiunto da Hary che prese decisamente la testa
della corsa.
Sime e Radford rinvennero molto forte nel finale
della gara, ma Hary vinse la prova nonostante un disperato tentativo di Sime di
bruciarlo sul traguardo.
Armin Hary fu il primo atleta tedesco a vincere
una gara di corsa nell’evento olimpico.
|
Tokio, giovedì 15 ottobre 1964 – ore 15.30 |
|
1 |
1 |
Robert Lee “Bob” Hayes |
42 |
USA |
10,0 |
10,06 |
n |
|
2 |
2 |
Enrique Figuerola |
38 |
CUB |
10,2 |
10,25 |
n |
|
3 |
5 |
Harry Jerome |
40 |
CAN |
10,2 |
10,27 |
n |
|
4 |
6 |
Wieslaw Jan Maniak |
38 |
POL |
10,4 |
10,42 |
b |
|
5 |
4 |
Gaoussou Kone |
43 |
CIV |
10,4 |
10,46 |
n |
|
6 |
2 |
Heinz Schumann |
36 |
GER |
10,4 |
10,47 |
b |
|
7 |
8 |
Melvin
“Mel” Pender |
37 |
USA |
10,4 |
10,47 |
n |
|
8 |
7 |
Thomas Augustus Robinson |
38 |
BAH |
10,5 |
10,57 |
n |
Vento: + 1.03 m/s – Temperatura: 22.6° C –
Umidità: 51.0%
Iscritti: 76 in rappresentanza di 49 nazioni. –
Partecipanti: 73 in rappresentanza di 49 nazioni.
Finalisti: 8
La finale dei 100 metri fu l’unica gara per la
quale i giudici giapponesi fornirono i risultati elettrici ufficiali.
La I.A.A.F. riconobbe per la prima volta la ufficialità
dei tempi automatici rilevati al centesimo di secondo dalla Seiko. I tempi
furono tuttavia ancora comunicati al decimo di secondo dopo un conteggio che
prevedeva la concessione dell’abbuono di uno 0.05 (presunta compensazione per il
tempo di reazione del cronometrista allo sparo) e successivo arrotondamento al
decimo tradizionale (in difetto da 0.00 a 0.04 ed in eccesso da 0.05 a 0.09).
Il canadese Jerome vincendo la batteria del
secondo turno eliminatorio nel tempo automatico di 10.32 eguagliò il record
stabilito a Roma da Hary. Il limite fu superato dal cubano Figuerola che vinse
la batteria successiva in 10.31.
Nella prima semifinale l’americano Bob Hayes
vinse nel tempo di 9.9 (9.91) favorito da un vento di + 5.28.
In finale ad Hayes venne assegnata per sorteggio
la prima corsia, molto danneggiata dalla pioggia e dal passaggio dei marciatori.
Nonostante questo handicap l’americano vinse con
grande autorità la gara impressionando per la straordinaria potenza della sua
corsa.
Il tempo automatico di 10.06 venne corretto in
10.0 e stabilì il nuovo primato olimpico ed uguagliò il mondiale di Hary, Jerome
ed Esteves.
Hayes inflisse al secondo classificato (Figuerola)
un distacco di 0.19 che era il massimo registratosi in una finale olimpica.
(precedente 0.15 di Morrow su Baker a Montreal nel 1956).
|
Città del Messico, lunedì 14 ottobre 1968 – ore 18.00 |
|
1 |
3 |
James Ray “Jim” Hines |
46 |
USA |
9,9 |
9,95 |
N |
|
2 |
4 |
Lennox Miller |
46 |
JAM |
10,0 |
10,04 |
N |
|
3 |
1 |
Charles Greene |
44 |
USA |
10,0 |
10,07 |
N |
|
4 |
2 |
Pablo Montes |
46 |
CUB |
10,1 |
10,14 |
N |
|
5 |
5 |
Roger Bambuck |
45 |
FRA |
10,1 |
10,16 |
N |
|
6 |
6 |
Melvin
“Mel” Pender |
37 |
USA |
10,1 |
10,17 |
N |
|
7 |
7 |
Harry Jerome |
40 |
CAN |
10,1 |
10,20 |
N |
|
8 |
8 |
Jean-Louis Ravelomanantsoa |
43 |
MAD |
10,2 |
10,28 |
N |
Vento : + 0.30 m/s
Iscritti: 82 in rappresentanza di 42 azioni. –
Partecipanti: 67 in rappresentanza di 42 nazioni.
Finalisti: 8
Città del Messico con i suoi 2.277 metri di
altitudine è la sede più alta sul livello del mare ad aver ospitato i Giochi
Olimpici.
Per la prima volta si corse su pista in materiale
sintetico, realizzata in 3M tartan. Il cronometraggio, affidato alla Omega, fu
elettrico completamente automatico con le stesse modalità interpretative già
adottate ai Giochi di Tokio 1964.
Alla finale pervennero otto atleti di razza negra
il peggiore dei quali era accreditato del tempo di 10.2.
Il cubano Hermes Ramirez e l’americano Charles
Greene corsero in 10.0 nei quarti di finale ed uguagliarono il record olimpico.
Lo stesso fece Jim Hines nella prima delle
semifinali (10.08).
In finale il malgascio Ravelomanantsoa incorse in
una falsa partenza mentre al via valido lo statunitense Pender (1.65x72) fece
valere le sue eccezionali doti di partente.
Ai sessanta metri Greene, Hines e Miller si
trovarono praticamente sulla stessa linea. A quel momento della gara, mentre
Greene risentiva dell’infortunio patito alla gamba in semifinale, Hines produsse
il suo massimo sforzo e si scrollò di dosso gli avversari.
Il tempo di Hines fu di 9.95, che depurato
dell’abbuono di 0.05 fu riscritto come 9.90 e per effetto dell’arrotondamento
portato a 9.9.
Il tempo uguagliava il mondiale e stabiliva il
nuovo record olimpico; il 9.95 ottenuto da Hines rappresentava all’epoca il solo
tempo “elettrico” inferiore ai 10” netti registrato in condizioni di tutta
legalità.
Fu la finale dei 100 metri più veloce che si
fosse mai disputata ai Giochi Olimpici.
|
Monaco di Baviera, venerdì 1 settembre 1972 – ore 17.30 |
|
1 |
2 |
Valeriy Borzov |
49 |
URS |
10,14 |
b |
|
2 |
4 |
Robert Taylor |
48 |
USA |
10,24 |
n |
|
3 |
5 |
Lennox Miller |
46 |
JAM |
10,33 |
n |
|
4 |
6 |
Aleksandr Korneliuk |
50 |
URS |
10,36 |
b |
|
5 |
8 |
Michael Fray |
47 |
JAM |
10,40 |
n |
|
6 |
7 |
Jobst Hirscht |
48 |
FRG |
10,40 |
b |
|
7 |
1 |
Zenon Nowosz |
44 |
POL |
10,46 |
b |
|
8 |
3 |
Hasely Crawford |
50 |
TRI |
dnf |
n |
Vento: - 0.30 m/s
Iscritti: 96 in rappresentanza di 61 nazioni. –
Partecipanti: 85 in rappresentanza di 58 nazioni.
Finalisti: 8
Il servizio di cronometraggio ufficiale,
completamente automatico con soppressione quindi della taratura di 0.05, fu
affidato alla Junghans diretta da Martin Lauer, ex primatista del mondo dei 110
metri ad ostacoli.
La Junghans fornì anche, per la prima volta, un
“Electric Start Control System” in grado di rilevare i tempi di reazione degli
atleti allo sparo e quindi di segnalare le false partenze.
Purtroppo i tempi di reazione non furono resi
noti e quelli segnalati sono riferiti solamente agli atleti sovietici Borzov e
Korneliuk.
Il secondo turno eliminatorio vide la clamorosa
defezione per disguido sull’orario di gara dei primatisti mondiali Rey Robinson
ed Eddie Hart, entrambi statunitensi, che spianarono quindi a Borzov la strada
verso il successo finale.
Fu proprio Borzov, vincitore della 3a batteria
dei quarti di finale, a segnare il miglior tempo: 10.07 che rappresentava il
nuovo record europeo.
In finale il più veloce in partenza fu il piccolo
sovietico Korneliuk che fece registrare il tempo di reazione più rapido (0.12).
Crawford, bloccato da un infortunio muscolare
occorsogli durante la semifinale, si era collocato sui blocchi per pura
formalità ed al via si rialzò subito…fece pochi passi e poi si ritirò.
Dopo venti metri di gara le posizioni erano già
chiaramente delineate.
A metà corsa Borzov aveva dato un metro di
distacco allo statunitense Taylor, l’unico sopravvissuto della squadra dei
velocisti; la gara era già decisa, le posizioni non cambieranno più.
Negli ultimissimi metri Borzov si permise di
alzare entrambe le braccia ed a tagliare il traguardo in 10.14 davanti a Taylor
(10.24) ed all’espero giamaicano Lennox Miller (10.33).
Gli storici ancora oggi continuano ad
interrogarsi sull’esito della finale se in gara vi fossero stati i favoritissimi
americani Hart e Robinson.
|
Montreal, sabato 24 luglio 1976 – ore 16.55 |
|
1 |
1 |
Hasely Crawford |
50 |
TRI |
10,06 |
0.129 |
n |
|
2 |
4 |
Donald “Don” Quarrie |
51 |
JAM |
10,08 |
0.122 |
n |
|
3 |
3 |
Valeriy Borzov |
49 |
URS |
10,14 |
0.125 |
b |
|
4 |
5 |
Harvey Glance |
57 |
USA |
10,19 |
0.142 |
n |
|
5 |
8 |
Guy Abrahams |
53 |
PAN |
10,25 |
0.146 |
n |
|
6 |
6 |
Johnny Jones |
58 |
USA |
10,27 |
0.141 |
n |
|
7 |
7 |
Klaus Dieter Kurrat |
55 |
GDR |
10,31 |
0.166 |
b |
|
8 |
2 |
Petar
Petrov |
55 |
BUL |
10,35 |
0.107 |
b |
Vento: - 0.01 m/s – Temperatura: 25.6° C.
Iscritti: 93 in rappresentanza di 53 nazioni –
Partecipanti: 63 in rappresentanza di 40 nazioni.
Finalisti: 8
Il favorito per la vittoria olimpica era il
sovietico Borzov in virtù del duplice successo nelle prove di velocità ottenuto
a Monaco quattro anni prima.
Insieme a lui godevano del favore del pronostico
i tre americani, il giamaicano Quarrie e Hasely Crawford, lo sfortunato
protagonista della finale olimpica di Monaco di Baviera.
Harvey Glance e Hasely Crawford furono i più
veloci nei quarti di finale vincendo le batterie rispettivamente in 10.23 e
10.29.
Crawford ottenne anche il più rapido tempo di
reazione in partenza facendo segnare un eccellente 0.118, che rimarrà il
migliore della intera competizione olimpica.
I due velocisti più rapidi dei quarti si
migliorarono anche nelle semifinali correndo in 10.24 e 10.22.
In finale Crawford e Borzov furono i più rapidi a
mettersi in movimento, anche se il miglior tempo di reazione fu quello di
Quarrie (0.122) che però perse un metro buono rispetto ai suoi avversari.
Fino ai cinquanta metri la gara fu caratterizzata
da grande incertezza. Crawford mantenne la testa della corsa con Borzov alla sua
altezza, mentre Quarrie si produceva in una grande rimonta.
Ai sessanta metri le speranze di Borzov di
doppiare la medaglia di Monaco svanirono tanto risultò evidente la superiorità
di Crawford che non mollò di un centimetro la testa della corsa ed andò a
concludere vittoriosamente la gara, con il pugno alzato in segno di sfida e
rivincita, nel tempo di 10.06, che lo collocava al sesto posto della lista
“all-time” dei tempi automatici.
Quarrie concluse la sua grande rimonta proprio
sul traguardo bruciando Borzov per il secondo posto ed andando ad insidiare
addirittura Crawford dal quale rimase diviso da soli due centesimi di secondo
(10.08).
Gli Stati Uniti registrarono un’altra delle loro
più cocenti sconfitte fallendo il podio della velocità, circostanza questa che
non si verificava dai Giochi di Amsterdam del 1928, quando Wykoff riuscì a
qualificarsi solo quarto, come Glance
|
Mosca, venerdì 25 luglio 1980 – ore 20.15 |
|
1 |
8 |
Allan Wells |
52 |
GBR |
10,25 |
0.193 |
b |
|
2 |
1 |
Silvio
Leonard |
55 |
CUB |
10,25 |
0.151 |
n |
|
3 |
5 |
Peter Petrov |
55 |
BUL |
10,39 |
0.145 |
b |
|
4 |
2 |
Aleksandr Aksinin |
54 |
URS |
10,42 |
0.131 |
b |
|
5 |
7 |
Osvaldo
Lara |
55 |
CUB |
10,43 |
0.155 |
n |
|
6 |
3 |
Vladimir Muravyov |
59 |
URS |
10,44 |
0.161 |
b |
|
7 |
4 |
Marian Woronin |
56 |
POL |
10,46 |
0.163 |
b |
|
8 |
6 |
Herman
Panzo |
58 |
FRA |
10,49 |
0.130 |
b |
Vento: + 1.11 m/s – Temperatura: 25.6° C.
Iscritti: 69 in rappresentanza di 41 nazioni -
Rappresentanti: 65 in rappresentanza di 40 nazioni.
Finalisti: 8
La IAAF impose l’uso obbligatorio dei blocchi di
partenza nelle manifestazioni internazionali.
I Giochi di Mosca furono caratterizzati dal
boicottaggio promosso dagli Stati Uniti per protestare contro l’invasione
dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica.
Il favorito era il cubano Silvio Leonard, mentre
gli antagonisti venivano indicati nel polacco Woronin, l’inglese Wells ed il
tedesco Ray.
Il miglior tempo dei due turni eliminatori fu
fatto registrare da Wells autore di un eccellente 10.11 davanti a Petrov (10.13)
nella batteria che vide anche Mennea qualificarsi per la semifinale a spese del
campione uscente Crawford; ma anche Leonard non fu da meno correndo in 10.16. Le
semifinali videro l’uscita di scena di nomi famosi quali quelli di Quarrie,
Mennea e Ray. In finale Leonard e Wells corsero molto distanti fra loro: 1a e 8a
corsia. I più rapidi in partenza furono il sovietico Aksinin e Lara, il secondo
dei cubani.
Ma ai 30 metri Leonard raggiunse i due avversari,
subito seguito da Wells.
L’inglese appaiò il cubano agli ottanta metri e
riuscì a prevale di un soffio: tempo per entrambi 10.25.
Nella prima gara disputata dopo i Giochi Allan
Wells ebbe la meglio sul migliore degli americani del momento: Stanley Floyd
(10.19 contro 10.21).
|
Los Angeles, sabato 4 agosto 1984 – ore 19.10 |
|
1 |
7 |
Frederick Carlton “Carl” Lewis |
61 |
USA |
9,99 |
0.177 |
n |
|
2 |
5 |
Samuel “Sam“Graddy |
64 |
USA |
10,19 |
0.156 |
n |
|
3 |
4 |
Benjamin
“Ben” Johnson |
61 |
CAN |
10,22 |
0.149 |
n |
|
4 |
1 |
Ronald “Ron” Brown |
61 |
USA |
10,26 |
0.145 |
n |
|
5 |
2 |
Michael
“Mike” McFarlane |
60 |
GBR |
10,27 |
0.161 |
n |
|
6 |
8 |
Raymond “Ray” Stewart |
65 |
JAM |
10,29 |
0.187 |
n |
|
7 |
6 |
Donovan Reid |
63 |
GBR |
10,33 |
0.147 |
n |
|
8 |
3 |
Antony “Tony” Sharpe |
61 |
CAN |
10,35 |
0.147 |
n |
Vento: + 0.20 m/s – Temperatura: 23° C
Iscritti: 84 in rappresentanza di 59 nazioni –
Partecipanti: 82 in rappresentanza di 59 nazioni
Finalisti: 8
Carl Lewis si presentò come il favorito in virtù
del titolo mondiale della velocità conquistato nella prima edizione dei
Campionati del Mondo di atletica leggera (Helsinki, 1983)e dopo aver sconfitto
tutti gli oppositori nei Trials .
Il giamaicano Ray Steward fu il più rapido nel
primo turno eliminatorio vincendo la sua batteria, la sesta, in 10.24 seguito
dallo statunitense Sam Graddy, vincitore della quinta in 10.29.
Ma Lewis presentò le sue credenziali nei quarti
di finale imponendosi nella quinta batteria in 10.04.
Carl fu il più rapido anche in semifinale
correndo in 10.14 davanti a Ben Johnson (10.42), mentre Ray Steward si aggiudicò
l’altra in 10.26.
Johnson e Graddy nella finale furono i più rapidi
nell’avvio e mantennero la testa della corsa fino a metà gara, con Lewis che si
inseguiva da vicino.
Agli ottanta metri Carl si produsse in un allungo
straordinario e con un finale entusiasmante si portò al traguardo vittorioso,
facendo segnare il tempo eccezionale di 9.99., davanti al connazionale Graddy ed
al canadese Johnson che da quel giorno divenne il suo avversario più accanito.
|
Seul, sabato 24 settembre 1988 – ore 13.30 |
|
1 |
3 |
Frederick Carlton “Carl” Lewis |
61 |
USA |
9,92 |
0.136 |
n |
|
2 |
4 |
Linford Christie |
60 |
GBR |
9,97 |
0.138 |
n |
|
3 |
5 |
Calvin Smith |
61 |
USA |
9,99 |
0.176 |
n |
|
4 |
8 |
Dennis Allen Mitchell |
66 |
USA |
10,04 |
0.186 |
n |
|
5 |
1 |
Robson
Caetano Da Silva |
64 |
BRA |
10,11 |
0.155 |
n |
|
6 |
7 |
Desai Williams |
59 |
CAN |
10,11 |
0.149 |
n |
|
7 |
2 |
Raymond “Ray” Stewart |
65 |
JAM |
12,26 |
0.159 |
n |
|
8 |
6 |
Benjamin “Ben” Johnson |
61 |
CAN |
dsq |
|
n |
Vento: + 1.10 m/s – Temperatura: 25° C – Umidità:
55% - Pressione: 1.004 mBar.
Iscritti e partecipanti: 103 in rappresentanza di
69 nazioni.
Finalisti: 8
Ben Johnson aveva vinto a Roma nel 1987 il titolo
di campione del mondo portando nell’occasione il primato del mondo a 9.83 contro
il rivale Carl Lewis (9.93).
Durante il meeting di Zurigo, cinque settimane
prima dei Giochi, Lewis sconfisse Johnson correndo i 100 metri in 9.93 contro i
10.00 del canadese.
Fatto eccezionale, nel primo turno eliminatorio
si corsero tredici batterie.
Lewis fu il più rapido con 10.14 , seguito da
Christie (10.19).
L’inglese si migliorò nel secondo turno ottenendo
un ottimo 10.11 davanti a Mitchell (10.13) e Johnson (10.17), ma il campione
olimpico uscente scese a 9.99 ipotecando la finale.
Lewis fece ancora meglio nella prima delle
semifinali conclusa in 9.97, mentre Johnson, vincitore della seconda, fece
segnare ai cronometri solo 10.03 su Christie (10.11).
Nella finale Lewis (0.132) e Johnson (0.136)
furono i più reattivi in partenza , ma il canadese dopo dieci metri di gara
aveva già preso un leggero vantaggio seguito dal compagno di squadra Williams.
A metà gara Johnson (5.52) aveva un vantaggio di
un metro su Williams (5.61) che precedeva a sua volta Lewis (5.65).
Johnson riuscì a mantenere il suo vantaggio ed a
contenere il ritorno imperioso di Lewis, mentre anche Christie si produsse in un
finale molto efficace.
Il canadese ottenne un eclatante 9.79, nuovo
record mondiale ed olimpico, seguito da Lewis (9.92) e da Christie (9.97),
mentre anche il quarto classificato, Calvin Smith, scese sotto i 10 secondi
netti (9.99).
Tre giorni dopo Johnson venne trovato positivo al
controllo antidoping e squalificato.
Il titolo olimpico andò a Lewis, che divenne così
il primo velocista ad aver conquistato due vittorie consecutive nei 100 metri ai
Giochi Olimpici.
Successivamente Johnson venne squalificato con
effetto retroattivo e privato del titolo e del record mondiale conquistati ai
Campionati del Mondo di Roma ’87.
|
Barcellona, sabato 1 agosto 1992 – ore 20.00 |
|
1 |
5 |
Linford Christie |
60 |
GBR |
9,96 |
0.139 |
n |
|
2 |
3 |
Frankie Fredericks |
67 |
NAM |
10,02 |
0.138 |
n |
|
3 |
4 |
Dennis Allen Mitchell |
66 |
USA |
10,04 |
0.143 |
n |
|
4 |
1 |
Bruny Surin |
67 |
CAN |
10,09 |
0.124 |
n |
|
5 |
6 |
Leroy Russell Burrell |
67 |
USA |
10,10 |
0.165 |
n |
|
6 |
8 |
Olapade Adeniken |
69 |
NGR |
10,12 |
0.172 |
n |
|
7 |
2 |
Raymond “Ray” Stewart |
65 |
JAM |
10,22 |
0.153 |
n |
|
8 |
7 |
Davidson Ezinwa |
71 |
NGR |
10,26 |
0183 |
n |
Vento: + 0.50 m/s – Temperatura: 28° C. –
Umidità: 73%
Iscritti: 87 in rappresentanza di 67 nazioni –
Partecipanti: 81 in rappresentanza di 65 nazioni
Finalisti: 8
Prima del 1992 l’inglese Allan Wells con i suoi
28 anni era il più anziano vincitore della gara dei 100 metri ai Giochi
Olimpici.
Linford Christie raggiunse l’oro
olimpico della specialità a 32 anni.
Nei primi due turni eliminatori Christie (10.07),
Burrell (10.08) e Fredericks (10.13) furono gli atleti che impressionarono di
più, mentre in semifinale il più rapido fu Burrell (9.97) che precedette
Christie (10.00), mentre Fredericks si impose nell’altra in 10.17.
In finale il canadese Surin fece registrare il
miglior tempo di reazione (0.124). L’ottima partenza permise a Surin di condurre
la gara fino ai 50 metri, quando fu ripreso da Christie e Fredericks.
L’inglese fu il più rapido ai 60 metri e nel
finale conquistò un metro di vantaggio sugli avversari che gli permise di
concludere vittoriosamente la gara in 9.96, mentre Fredericks conquistò il
secondo posto (10.02) e Dennis Mitchell (10.04) il terzo.
Il giamaicano Steward, giunto in settima
posizione, fu il primo di sempre a raggiungere la terza finale olimpica dei 100
metri.
|
Atlanta, sabato 27 luglio 1996 – ore 21.00 |
|
1 |
6 |
Donovan Bailey |
67 |
CAN |
9,84 |
0.174 |
n |
|
2 |
5 |
Frank Fredericks |
67 |
NAM |
9,89 |
0.143 |
n |
|
3 |
3 |
Ato
Boldon |
73 |
TRI |
9,90 |
0.164 |
n |
|
4 |
4 |
Dennis Allen Mitchell |
66 |
USA |
9,99 |
0.145 |
n |
|
5 |
1 |
Michael "Mike“ Marsh |
67 |
USA |
10.00 |
0.147 |
n |
|
6 |
7 |
Davidson Ezinwa |
71 |
NGR |
10,14 |
0.157 |
n |
|
7 |
8 |
Michael
Green |
70 |
JAM |
10,16 |
0.169 |
n |
|
8 |
2 |
Linford
Christie |
60 |
GBR |
dsq |
0.089 |
n |
Vento: + 0.7 m/s – Temperatura: 25° C. – Umidità:
80% - Pressione: 767,3 mBar
* regola IAAF 162.7
Iscritti e partecipanti: 106 in rappresentanza di
75 nazioni - Finalisti: 8
Il campione olimpico in carica Christie, il
campione del mondo di Goteborg Bailey, il campione NCAA Boldon, l’americano
Dennis Mitchell ed il namibiano Fredericks, sceso due volte a 9.90 nel mese
precedente i Giochi, erano indicati fra i favoriti della vigilia per la vittoria
finale.
Nel primo turno eliminatorio si disputarono ben
dodici batterie al termine delle quali i più veloci furono il nigeriano Davidson
Ezinwa (10.03), Ato Boldon (10.06) e Jon Drummond (10.08) i soli a scendere
sotto i 10.10.
Nei quarti di finale i più veloci furono Frank
Fredericks (9.93) e Boldon (9.95) in un turno che non riservò sorprese.
Boldon (9.93) e Fredericks (9.94) si
aggiudicarono le due semifinali che videro la eliminazione di Obadele Thompson,
di Bruny Surin e di Jon Drummond.
La finale si avviò solo al quarto tentativo. Vi
furono infatti ben tre false partenze di cui una commessa da Boldon e due da
Christie che, primo nella storia della finale olimpica dei 100 metri, venne
squalificato ai sensi della Regola Iaaf 162.7.
Fredericks (0.143) fu il più reattivo in
partenza, mentre Bailey fu il più lento (0.174) a lasciare i blocchi.
Mitchell prese la testa della corsa che mantenne
fino ai 25 metri quando fu raggiunto da Boldon. I due procedettero affiancati
fino a 15 metri dall’arrivo quando furono raggiunti e superati dal canadese
Bailey che andò a vincere nel tempo di 9.84, nuovo record del mondo ed olimpico.
Fredericks (9.89) superò Boldon (9.90) negli
ultimi cinque metri di gara; il trinidegno stabilì il nuovo primato nazionale
della specialità.
|
Sydney, sabato 23 settembre 2000 – ore 20.20 |
|
1 |
5 |
Maurice
Greene |
74 |
USA |
9,87 |
0.197 |
n |
|
2 |
8 |
Ato
Boldon |
73 |
TRI |
9,99 |
0.136 |
n |
|
3 |
4 |
Obadele Thompson |
76 |
BAR |
10,04 |
0.216 |
n |
|
4 |
3 |
Dwain Chambers |
78 |
GBR |
10,08 |
0.174 |
n |
|
5 |
6 |
Jonathan “Jon” Drummond |
68 |
USA |
10,09 |
0.147 |
n |
|
6 |
1 |
Darren Campbell |
73 |
GBR |
10,13 |
0.193 |
n |
|
7 |
7 |
Kim Collins |
76 |
SKN |
10,17 |
0.210 |
n |
|
8 |
2 |
Aziz Zakari |
76 |
GHA |
dnf |
0.180 |
n |
Vento: - 0.3 m/s
Iscritti e partecipanti: 99 in rappresentanza di
78 nazioni – Finalisti: 8
Il due volte campione del mondo e primatista
mondiale della specialità Maurice Greene godeva dei favori del pronostico mentre
Ato Boldon si presentava come il suo più valido antagonista.
Undici le batterie del primo turno eliminatorio
al termine delle quali il migliore risultò essere proprio Boldon (10.04) con
quasi due metri di vento a favore, vincitore della ottava batteria.
Nel secondo turno, quello dei quarti, il suo
tempo fu uguagliato da Obadele Thompson, vincitore della terza batteria che vide
l’uscita di scena del campione olimpico in carica Donovan Bailey vittima di un
infortunio
Greene, rimasto fino ad allora abbastanza
coperto, si mise in luce nella seconda delle due semifinali andando a vincere
(10.06) nonostante una partenza poco reattiva (0.227) davanti a Drummond
(10.10), Boldon (10.13) ed il sorprendente ghanese Zakari (10.16).
Nella prima semifinale si impose il giovane
britannico Dwain Chambers (10.14), su Obadele Thompson (10.15), Darren Campbell
(10.19) e Kim Collins, del minuscolo stato di St. Kitts & Nevis.
In finale Zakari incorse in una falsa partenza ed
al via valido il più veloce ad uscire dai blocchi fu Boldon (0.136) che mantenne
la testa della corsa fino ai trenta metri.
Fra i trenta ed i cinquanta metri le posizioni si
riequilibrarono ed a metà gara i concorrenti si presentarono quasi sulla stessa
linea con la sola eccezione di Zakari che si era ritirato per infortunio.
Da quel momento Greene mise in moto la sua
poderosa macchina da corsa e transitò ai settanta metri ad una velocità stimata
di 43 chilometri orari, che gli permise di staccare gli avversari ed ad andare a
vincere nel tempo di 9.87, secondo tempo di sempre per una finale olimpica dopo
il 9.84 di Bailey ad Atlanta.
Secondo fu Boldon (9.99) ed Obadele Thompson
terzo (10.04).
Greene impiegò 45 passi per coprire la distanza
che lo divideva dall’oro olimpico.
|
Atene, sabato 22 agosto 2004 – ore 22.10 |
|
1 |
3 |
Justin
Gatlin |
82 |
USA |
9.85 |
0.188 |
n |
|
2 |
5 |
Francis
Obikwelu |
78 |
POR |
9.86 |
0.163 |
n |
|
3 |
7 |
Maurice Greene |
74 |
USA |
9.87 |
0.151 |
n |
|
4 |
4 |
Shawn Crowford |
78 |
USA |
9.89 |
0.161 |
n |
|
5 |
6 |
Asafa Powell |
82 |
JAM |
9.94 |
0.166 |
n |
|
6 |
1 |
Kim Collins |
76 |
SKN |
10.00 |
0.175 |
n |
|
7 |
8 |
Obadele Thompson |
76 |
BAR |
10.10 |
0.164 |
n |
|
8 |
2 |
Aziz Zakari |
76 |
GHA |
dnf |
0.178 |
n |
Vento: 0.6 m/s
Iscritti e partecipanti: 80 in rappresentanza di
60 nazioni – Finalisti: 8
Finale a sorpresa come mai ci si
poteva immaginare in questi 100 olimpici! Partenza buona alla prima. Greene, in
settima corsia, parte come a cannone come al solito, meno bene Crawford. Buon
avvio anche per Collins, indietro il giamaicano Powell, reggono il passo Gatlin
e Obikwelu. Tutti a testa bassa nei primi 30 metri di accelerazione, con Gatlin,
Collins, Obikwelu, Greene a condurre il gruppo. Collins si perde nella seconda
parte di gara, mentre si fa male Zakari. E' Gatlin invece a prendere il treno
giusto. Sul traguardo si fiondano in tre, Gatlin, Greene, Obikwelu, leggermente
dietro Crawford. La spunta l'americano più giovane, solo 22 anni, Justin Gatlin.
9.85 per lui, praticamente un record del mondo Under 22! Due soli centesimi
invece dividono i primi tre: Francis Obikwelu, secondo, neo-recordman europeo
con 9.86. Terzo Maurice Greene in 9"87; il mastino di Kansas City più di questo non poteva fare. Il
bronzo questa volta vale oro, gli avversari sono giovani e davvero molto
performanti. Delude in parte le aspettative Asafa Powell. Il giamaicano ha
prevedibilmente pagato le forti tensioni della finale olimpica. Collins corre al
suo meglio, come la finale mondiale di un anno fa, ma questa volta rimane solo
quinto, i valori in campo sono diversi.
Il 26 luglio 2006 viene resa
pubblica la positività di Justin Gatlin al testosterone. Recidivo, evita una
squalifica a vita poiché alla prima positività assumeva medicinali stimolanti
contro un problema di scarsa attenzione. Viene allontanato dai campi di atletica
per 8 anni. Non viene costretto a riconsegnare le medaglie olimpiche e mondiali
vinte.

 
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