International Association of Athletics Federations

EAA - European Athletics

CONI

Fidal Comitato Regionale Lazio

 

STORIA OLIMPICA DEI 100m

Atene, venerdì 10 aprile 1896 – ore 14.40e

 

 

 

1

5

Thomas Edmund Burke

75

USA

12,0

B

2

6

Fritz Hofmann

71

GER

12,2e

B

3

3

Alajos Szokolyi

71

UNG

12,6e

B

4

2

Francis Adonijah Lane

74

USA

12,6e

B

5

4

Alexandros Khalkokondilis

 

GRE

12,6e

B

6

1

Thomas Pelham Curtis

72

USA

dns

B

 

Iscritti: 16 in rappresentanza di 9 nazioni. Finalisti: 5

 

Di fronte a 40.000 spettatori affluiti nel rimodernato Stadio Panathinaikon, ed a quelli assiepati sulle colline circostanti, l’americano Francis Lane della università di Princeton vinse la prima batteria dei 100 metri nel tempo di 12.2.

Lane fu il primo atleta ad aver concluso una gara nei primi Giochi Olimpici dell’Era Moderna.

I connazionali Thomas Curtis (12.2) e Thomas Burke (11.8) vinsero le altre due batterie.

Curtis impegnato nella finale dei 110 metri ostacoli, non partecipò alla finale.

Burke ed Hofmann furono i più rapidi in partenza e rimasero appaiati fino ai 50 metri, quando Burke, grazie alla sua maggiore resistenza di quattrocentista, prese il largo andando a vincere la gara con un vantaggio di un metro e mezzo sul campione tedesco.

 

Parigi, sabato 14 luglio 1900 – ore 11.15

 

1

Frank Washington Jarvis

78

USA

11,0

b

2

John Walter Tewksbury

76

USA

11,1e

b

3

Stanley Rowley

76

AUS

11,2e

b

4

Arthur Francis Duffey

79

USA

dnf

b

  

Iscritti: 20 in rappresentanza di 9 nazioni – Finalisti: 4

 

Si disputarono sei batterie. Jarvis vinse la terza nel tempo di 10.8, nuovo record olimpico e mondiale uguagliato, subito imitato dal connazionale Tewksbury vincitore della seconda batteria del secondo turno eliminatorio.

Duffey, il migliore specialista della sua epoca, nella finale si portò al comando sulla pista in erba del Bois de Boulogne, ma dovette ritirarsi a causa di un infortunio muscolare.

 

Atene, venerdì 27 aprile 1906 – ore 15.00

 

1

1

Charles Archibald “Archie” Hahn

80

USA

11,1/5

b

2

3

Fay R. Moulton

76

USA

11,3e

b

3

6

Nigel Barker

84

AUS

11,3e

b

4

2

William David Eaton

82

USA

11,5e

b

5

5

Lawson N. Robertson

83

USA

11,5e

b

6

4

Knut “Knatten” Lindberg

82

SWE

11,8e

b

 

 

Iscritti: 42 in rappresentanza di 13 nazioni – Finalisti: 6

 

Per la prima volta in una gara di velocità ai Giochi Olimpici si disputarono due turni eliminatori.

Lo starter, sig. Arvanitis, era lo stesso che aveva avviato la gara dei 100 metri dei primi Giochi Olimpici del 1896.

Hahn difese egregiamente il titolo conquistato a St. Louis e vinse agevolmente la gara regolando di una yard il connazionale Moulton Fay

La pista dello Stadio Panathinaikon si rivelò ancora una volta poco veloce tanto è vero che nessun velocista riuscì a scendere sotto gli 11 secondi.

 

Londra, mercoledì 22 luglio 1908 – ore 16.16

 

1

1

Reginald Edgar “Reggie” Walker

89

RSA

10,4/5

b

2

2

James Alcorn Rector

84

USA

11,0e

b

3

4

Robert “Bobby” Kerr

82

CAN

11,0e

b

4

3

Nathaniel John Cartmell

83

USA

11,2e

b

 

Iscritti: 60 in rappresentanza di 16 nazioni – Finalisti: 4

 

Di disputarono ben 17 batterie mel primo turno eliminatorio. Il miglior tempo fu realizzato dalla americano James Rector che si aggiudicò la 15a nel tempo di 10.4/5 che uguagliava il record olimpico.

Il primato olimpico venne uguagliato due volte nel secondo turno eliminatorio: dal sudafricano Walker e dallo stesso Rector, vincitori della prima e della terza batteria.

Walker è tuttora il più giovane vincitore dei 100 metri ai Giochi Olimpici; infatti il giorno della finale di Londra aveva compiuto da poco 19 anni.

 

Stoccolma, domenica 7 luglio 1912 – ore 14.45

 

1

3

Ralph Cook Craig

89

USA

10,8

b

2

2

Alvah T. Meyer

88

USA

10,9e

b

3

5

Donald Fithian Lippincott

93

USA

10,9e

b

4

4

George Herbert Patching

86

RSA

10,9e

b

5

6

Frank Belote

83

USA

11,0e

b

6

1

Howard Porter Drew

90

USA

dns

b

  

Iscritti: 97 in rappresentanza di 22 nazioni – Partecipanti: 69 in rappresentanza di 22 nazioni.

Finalisti: 5

 

Per la prima volta venne utilizzato un apparato di cronometraggio semiautomatico quale sussidio al cronometraggio manuale al decimo di secondo, con ufficializzazione del tempo solo per il primo classificato.

Venne usata anche la “still camera” antesignana del foto-finish.

Come per l’edizione londinese del 1908 si corsero 17 batterie. I primi due di ogni batteria ebbero accesso al secondo turno che vide la disputa di 6 batterie; alla finale vennero ammessi i primi classificati di ciascuna batteria.

Questa decisione suscitò molto malcontento.

Nella 10a batteria del primo turno l’inglese David Jacobs corse in 10.8 uguagliando il primato olimpico.

L’americano Donald Lippincott si aggiudicò la 16a batteria correndo in 10.6, nuovo record olimpico.

Il 12 giugno 1914 a Berlino la I.A.A.F,. organismo internazionale fondato subito dopo i giochi di Stoccolma, pubblicò la prima lista dei primati mondiali ed incluse la prestazione di Lippincott che divenne in tal modo il primo recordman mondiale ufficiale della distanza. 

L’eccellente prestazione venne avvicinata nel secondo turno nel corso del quale gli statunitensi Craig, Meyer e Lippincott fecero segnare il tempo di 10.7

La finale fu molto travagliata a causa di ben sette partenze false rilevate dallo starter Gison Uggla, un ufficiale dell’esercito svedese.

Ad essa non prese parte l’americano Howard Drew, grande favorito della gara, vittima di un infortunio

 

Anversa, lunedì 16 agosto 1920 – ore 16.00

 

1

3

Charles William Paddock

00

USA

10,4/5

b

2

1

Morris Marshall Kirksey

95

USA

10,8e

b

3

6

Harry Edward

95

GBR

10,9e

n

4

5

Jackson Volney Scholz

97

USA

10,9e

b

5

4

Emile Ali-Khan

02

FRA

11,1e

b

6

2

Loren Murchison

98

USA

11,2e

b

 

Iscritti e partecipanti: 61 in rappresentanza di 23 nazioni – Finalisti: 6

 

In supporto al cronometraggio manuale tornato al quinto di secondo, venne impiegato un sistema detto “slow motion” precursore dei sistemi di rilevazione cronometrica automatica e del foto-finish.

Charles Paddock, grande favorito della vigilia, fece segnare il miglior tempo del primo turno eliminatorio vincendo la 8a batteria in 10.4/5.

Lo stesso tempo venne fatto segnare nel secondo turno dall’inglese Harry Edward, da Jackston Scholz ed ancora da Charles Paddock.

Per la prima volta si corsero anche le semifinali che videro il successo di Edward e Paddock entrambi cronometrati a 10.4/5.

In finale si verificò uno spiacevole contrattempo che penalizzò l’americano Murchison, campione U.S.A. in carica, vittima della imperizia dello starter di origine e lingua francese. Lo sfortunato atleta venne lasciato nelle buchette in quanto pensava che la partenza sarebbe stata annullata.

Paddock negli ultimi metri della corsa si esibì nel suo celeberrimo balzo che gli consentì di battere il connazionale Kirksey che ebbe la ingenuità di voltarsi a guardarlo.

I giudici di arrivo presero un abbaglio classificando in un primo momento Scholz al terzo posto, poi restituito all’inglese Edward dopo la documentazione fotografica esibita da un giornalista.

Harry Francis Vincente Edward, originario della Guyana Britannica è il primo atleta di razza negra a conquistare una medaglia olimpica in una prova di velocità.

 

Parigi, lunedì 7 luglio 1924 – ore 17.00

 

1

4

Harold Maurice Abrahams

99

GBR

10,3/5

B

2

2

Jackson Volney Scholz

97

USA

10,8e

B

3

6

Arthur Porritt

00

NZL

10,9e

B

4

5

Chester Bowman

01

USA

10,9e

B

5

1

Charles William Paddock

00

USA

10,9e

B

6

3

Loren Murchison

98

USA

11,0e

B

  

Iscritti: 101 in rappresentanza di 35 nazioni.

Atleti partecipanti: 82 in  rappresentanza di 34 nazioni. – Finalisti: 6

 

Nella 4a batteria del secondo turno eliminatorio l’inglese Harold Abrahams uguagliò il primato olimpico, mentre i quattro americani gara corsero in 10.4/5.

Ancora tutti e quattro in gara gli statunitensi dopo la disputa della semifinale dove Abrahams corse ancora in 10.3/5.

In finale i concorrenti si avviarono al primo tentativo ed Abrahams ebbe la meglio sull’americano Scholz, mentre deluse Paddock.

Harold Abrahams divenne così il primo velocista europeo a vincere il titolo olimpico dei 100 metri

   

Amsterdam, lunedì 30 luglio 1928 – ore 16.45

 

1

4

Percy Williams

08

CAN

10,4/5

b

2

5

John “Jack” Edward London

05

GBR

10,9e

b

3

3

Georg Lammers

05

GER

10,9e

b

4

7

Frank Clifford Wykoff

09

USA

11,0e

b

5

6

Frank Clifford Wykoff

06

RSA

11,0e

b

6

2

Robert Francis McAllister

99

USA

11,0e

b

 

Iscritti e partecipanti: 77 in rappresentanza di 31 nazioni – Finalisti: 6

 

Il canadese Williams era praticamente uno sconosciuto prima dei Giochi. Si rivelò vincendo la 4a batteria del secondo turno eliminatorio nel tempo di 10.3/5 che uguagliava il record olimpico.

Il limite fu uguagliato in semifinale anche da Robert McAllister e da John London che si aggiudicarono le due ultime eliminatorie.

In finale dopo due partenze false, l’americano McAllister fu il più veloce in partenza ma ai 50 metri venne fuori Williams che si aggiudicò la gara.

Percy Williams vinse anche l’oro dei 200 metri e contribuì a far qualificare per la finale la staffetta 4x100 del Canada che però venne squalificata per cambio irregolare.

 

Los Angeles, lunedì 1 agosto 1932 – ore 15.30

 

1

7

Thomas Edward “Eddie” Tolan

08

USA

10,3

10,38

n

2

4

Ralph Harold Metcalfe

10

USA

10,3

10,38

n

3

6

Arthur Jonath

09

GER

10,4

10,50

b

4

5

George Sidney Simpson

08

USA

10,5

10,53

b

5

3

Daniel Jacobus Joubert

09

RSA

10,6e

10,60

b

6

2

Takayoshi Yoshioka

09

JPN

10,7e

10,79

g

 

Vento: + 0.2 m/s – 30° C

La misurazione del vento non è ufficiale in quanto la I.A.A.F. riconobbe valido questo controllo solo dai Giochi di Berlino del 1936.

Venne impiegato il cronometraggio manuale al decimo di secondo, con il supporto della Kirby Two-Eyes Camera.

Rilevazioni cronometriche manuali per Tolan: 10.3 – 10.3 – 10.4

Rilevazioni cronometriche manuali per Metcalfe: 10.3 – 10.3 – 10.3

I tempi manuali della finale, relativamente al quinto e sesto classificato, non furono rilevati cronometricamente; essi sono stimati in quanto desunti da immagini fotografiche.

 

Iscritti e partecipanti: 32 in rappresentanza di 17 nazioni – Finalisti: 6

 

Nella 3a batteria il tedesco Jonath uguagliò il primato olimpico (10.6/10.67). 

Il piccolo americano Tolan vinse il primo dei quattro quarti di finale nel tempo di 10.4/10.53 stabilendo il nuovo primato olimpico.

In finale il giapponese Yoshioka, uno dei più reattivi alla sparo, prese subito un buon vantaggio che fu annullato prima della metà gara dagli altri concorrenti.

Tolan e Metcalfe si gettarono sul filo di lana contemporaneamente. La “Kirby Camera” vide un leggerissimo vantaggio per Tolan e quindi la vittoria fu sua insieme al nuovo record olimpico. Con il tempo di 10.3 Tolan uguagliò anche il primato mondiale.

 

Berlino, lunedì 3 agosto 1936 – ore 17.00

 

1

2

James Cleveland “Jesse“ Owens

13

USA

10,3w

n

2

7

Ralph Harold Metcalfe

10

USA

10,4w

n

3

5

Martinus Osendarp

16

HOL

10,5w

b

4

6

Frank Klifford Wykoff

09

USA

10,6we

b

5

4

Erich Borchmeyer

05

GER

10,7we

b

6

3

Lennart Hans Strandberg

15

SWE

10,9we

b

 

Vento: + 2.7 m/s

 

Iscritti. 69 in rappresentanza di 31 nazioni – Partecipanti: 63 in rappresentanza di 30 nazioni.

Finalisti: 6

 

L’americano Jesse Owens, nuovo astro dell’atletica mondiale dopo i primati conquistati nel 1935, si presentava come il grande favorito ai Giochi di Belino.

Nella 2a batteria del primo turno eliminatorio Owens uguagliò il primato olimpico e nel secondo turno si aggiudicò la seconda batteria correndo in 10.2 ma favorito da un vento favorevole di m. 2.3 al secondo.

Infatti durante i Giochi di Berlino vennero effettuate le prime rilevazioni sulla velocità del vento, anche se la ufficialità avvenne dal 1937.

Nella finale, avviata dallo starter tedesco Franz Miller, Owens, sfruttando il suo personale sistema di partenza, fu il più rapido a mettersi in azione.

Metcalfe stentò a mettere in moto la sua macchina da corsa e solo nel finale riuscì a recuperare terreno al connazionale.

L’olandese Osendarp riuscì a battere il terzo degli americani Frank Wykoff già finalista ad Amsterdam.

 

Londra, sabato 31 luglio 1948 – ore 15.45

 

1

7

William Harrison Dillard

23

USA

10,3

10,5

n

2

3

Harold Norwood “Barney” Ewell

18

USA

10,4

10,6

n

3

4

Lloyd LaBeach

25

PAN

10,4

10,6

n

4

5

Alistair Mc Corquodale

25

GBR

10,4e

10,7

b

5

2

Melvin Emery Patton

24

USA

10,5e

10,7

b

6

6

Emmanuel McDonald Bailey

20

GBR

10,6e

10,9

n

  

* I tempi vennero ufficializzati solo per i primi tre classificati. I tempi del quarto, quinto e sesto classificato vennero stimati.

Il cronometrista Harry Hathway e Bob Sparks, presidente dell’A.T.F.S., esaminarono il foto-finish della finale e “aggiustarono” i tempi elettrici al decimo di secondo.

 

Vento: + 1.6 m/s

 

Iscritti: 75 in rappresentanza di 37 nazioni. – Partecipanti: 71 in rappresentanza di 37 nazioni.

Finalisti: 6

 

Fallita la qualificazione olimpica per la prova dei 110 metri ad ostacoli a causa di una caduta durante i Trias USA, Dillard riuscì a trovare un posto in squadra per la prova dei 100 metri, insieme ad Ewell e Patton.

Nella finale olimpica Dillard ebbe una partenza fulminea e non fu più raggiunto.

Ewell, in corsia decentrata rispetto a Dillard, tagliò il traguardo con la convinzione di aver vinto la prova.

Ma il foto-finish assegnò la vittoria al grande ostacolista.

 

Helsinki, lunedì 21 luglio 1952 – ore 17.20

 

1

4

Lindy John Remigino

31

USA

10,4

10,79

b

2

3

Herbert Henry McKenley

22

JAM

10,4

10,80

n

3

6

Emmanuel McDonald Bailey

20

GBR

10,4

10,83

n

4

5

Finis Dean Smith

32

USA

10,4

10,84

b

5

2

Vladimir Sucharev

24

URS

10,5

10,88

b

6

7

John Francis Treloar

28

AUS

10,5

10,91

b

 

Iscritti: 85 in rappresentanza di 36 nazioni – Partecipanti: 72 in rappresentanza di 33 nazioni

Finalisti. 6

 

Per la prima volta vennero forniti dal cronometraggio ufficiale i tempi di tutti i concorrenti classificati.

In epoca successiva l’inglese Bob Sparks ebbe accesso alle pellicole del foto-finish ed ai filmati della Omega e potè rendere pubblici tutti i tempi automatici rilevati.

La finale fu corsa su pista resa pesante dalla pioggia caduta il giorno prima.

In partenza Remigino fece valere la sua reattività  allo start che gli avevano procurato tanti successi nelle indoor americane.

Il giamaicano McKenley e l’inglese McDonald Bailey, dati per favoriti alla vigilia, rinvennero nel finale di gara, ma Remigino riuscì a prevalere su di loro di pochi centimetri.

Erano passati 24 anni dall’ultima vittoria di un bianco nella finale dei 100 metri ( Percy Williams: Amsterdam 1928).

 

Melbourne, sabato 24 novembre 1956 – ore 17.30

 

1

6

Bobby Joe Morrow

35

USA

10,5

10,62

b

2

5

Walter Thane Baker

31

USA

10,5

10,77

n

3

8

Hector Dennis Hogan

31

AUS

10,6

10,77

b

4

3

Ira James Murchison

33

USA

10,8

10,79

n

5

7

Manfred Germar

35

FRG

10,8

10,86

b

6

4

Mike Agostini

35

TRI

10,9

10,88

b

 

Vento: - 5.0 m/s

Iscritti: 73 in rappresentanza di 34 nazioni – Partecipanti: 69 in rappresentanza di 33 nazioni.

Finalisti: 6

 

Il vento contrario influenzò quasi tutte le prove di sprint raggiungendo la massima velocità nella finale (- 5.0 m/s).

Nonostante la presenza in campo del primatista mondiale Ira Murchison (10.1), il favorito della vigilia era Morrow

campione nazionale, campione universitario e vincitore dei trials.

Alla finale parteciparono quattro atleti di razza bianca, un caraibico ed un solo negro: Murchison.

Morrow scattò subito in testa, venne ripreso a metà gara da Murchison e da Hogan, ma nel finale seppe far valere la sua maggiore potenza e vinse con un metro e mezzo di vantaggio sul connazionale Baker.

 

Roma, giovedì 1 settembre 1960 – ore 17.30

 

1

6

Armin Hary

37

GER

10,2

10,32

b

2

1

David Williams “Dave” Sime

36

USA

10,2

10,35

b

3

5

Peter Frank Radford

39

GBR

10,3

10,42

b

4

4

Enrique Figuerola

38

CUB

10,3

10,44

n

5

3

Francis Joseph “Frank” Budd

39

USA

10,3

10,46

n

6

2

Otis “Ray” Norton

37

USA

10,4

10,50

n

 

Vento: 0.0 m/s

Iscritti: 65 in rappresentanza di 48 nazioni. - Partecipanti: 62 in rappresentanza di 46 nazioni.

Finalisti: 6

 

I tempi automatici espressi in centesimi di secondo sono quelli rilevati dall’inglese Bob Sparks che ebbe accesso all’esame delle pellicole impressionate dal foto-finish Racend-Omega Timer, la stessa apparecchiatura usata dai Giochi di Londra 1948 in poi.

Anche il francese Jean-Claude Patinaud effettuò ricerche personali presso gli archivi della Omega e della Longines, ricerche che confermarono le rilevazioni di Sparks.

Alla vigilia dei Giuochi i favoriti per la prova di velocità erano l’americano Norton, miglior velocista del 1959, il tedesco Hary, che in giugno aveva corso la distanza in 10 netti, ed il canadese Jerome.

Hary portò il record olimpico a 10.2 vincendo con grande autorità la 2a batteria del secondo turno eliminatorio davanti al fortissimo americano bianco Dave Sime.

Il tedesco batté nuovamente Sime e Norton nella seconda semifinale e quindi si presentò come il grande favorito per la vittoria finale.

Dopo una falsa partenza chiamata “al tempo” dallo starter Pedrazzini, Hary si produsse in una delle sue straordinarie partenze ma venne fermato dallo starter che gli attribuì la falsa partenza fra il disappunto del pubblico tedesco.

Al terzo tentativo si ebbe la partenza valida.

Il cubano Figuerola fu il più rapido in partenza ma dopo venti metri egli fu raggiunto da Hary che prese decisamente la testa della corsa.

Sime e Radford rinvennero molto forte nel finale della gara, ma Hary vinse la prova nonostante un disperato tentativo di Sime di bruciarlo sul traguardo.

Armin Hary fu il primo atleta tedesco a vincere una gara di corsa nell’evento olimpico.

 

Tokio, giovedì 15 ottobre 1964 – ore 15.30

 

1

1

Robert Lee “Bob” Hayes

42

USA

10,0

10,06

n

2

2

Enrique Figuerola

38

CUB

10,2

10,25

n

3

5

Harry Jerome

40

CAN

10,2

10,27

n

4

6

Wieslaw Jan Maniak

38

POL

10,4

10,42

b

5

4

Gaoussou Kone

43

CIV

10,4

10,46

n

6

2

Heinz Schumann

36

GER

10,4

10,47

b

7

8

Melvin “Mel” Pender

37

USA

10,4

10,47

n

8

7

Thomas Augustus Robinson

38

BAH

10,5

10,57

n

 

Vento: + 1.03 m/s – Temperatura: 22.6° C – Umidità: 51.0%

Iscritti: 76 in rappresentanza di 49 nazioni. – Partecipanti: 73 in rappresentanza di 49 nazioni.

Finalisti: 8

 

La finale dei 100 metri fu l’unica gara per la quale i giudici giapponesi fornirono i risultati elettrici ufficiali.

La I.A.A.F. riconobbe per la prima volta la ufficialità dei tempi automatici rilevati al centesimo di secondo dalla Seiko. I tempi furono tuttavia ancora comunicati al decimo di secondo dopo un conteggio che prevedeva la concessione dell’abbuono di uno 0.05 (presunta compensazione per il tempo di reazione del cronometrista allo sparo) e successivo arrotondamento al decimo tradizionale (in difetto da 0.00 a 0.04 ed in eccesso da 0.05 a 0.09).

Il canadese Jerome vincendo la batteria del secondo turno eliminatorio nel tempo automatico di 10.32 eguagliò il record stabilito a Roma da Hary. Il limite fu superato dal cubano Figuerola che vinse la batteria successiva in 10.31.

Nella prima semifinale l’americano Bob Hayes vinse nel tempo di 9.9 (9.91) favorito da un  vento di + 5.28.

In finale ad Hayes venne assegnata per sorteggio la prima corsia, molto danneggiata dalla pioggia e dal passaggio dei marciatori.

Nonostante questo handicap l’americano vinse con grande autorità la gara impressionando per la straordinaria potenza della sua corsa.

Il tempo automatico di 10.06 venne corretto in 10.0 e stabilì il nuovo primato olimpico ed uguagliò il mondiale di Hary, Jerome ed Esteves.

Hayes inflisse al secondo classificato (Figuerola) un distacco di 0.19 che era il massimo registratosi in una finale olimpica. (precedente 0.15 di Morrow su Baker a Montreal nel 1956).

 

Città del Messico, lunedì 14 ottobre 1968 – ore 18.00

 

1

3

James Ray “Jim” Hines

46

USA

9,9

9,95

N

2

4

Lennox Miller

46

JAM

10,0

10,04

N

3

1

Charles Greene

44

USA

10,0

10,07

N

4

2

Pablo Montes

46

CUB

10,1

10,14

N

5

5

Roger Bambuck

45

FRA

10,1

10,16

N

6

6

Melvin “Mel” Pender

37

USA

10,1

10,17

N

7

7

Harry Jerome

40

CAN

10,1

10,20

N

8

8

Jean-Louis Ravelomanantsoa

43

MAD

10,2

10,28

N

 

Vento : + 0.30 m/s

Iscritti: 82 in rappresentanza di 42 azioni. – Partecipanti: 67 in rappresentanza di 42 nazioni.

Finalisti: 8

 

Città del Messico con i suoi 2.277 metri di altitudine è la sede più alta sul livello del mare ad aver ospitato i Giochi Olimpici.

Per la prima volta si corse su pista in materiale sintetico, realizzata in 3M tartan. Il cronometraggio, affidato alla Omega, fu elettrico completamente automatico con le stesse modalità interpretative già adottate ai Giochi di Tokio 1964.

Alla finale pervennero otto atleti di razza negra il peggiore dei quali era accreditato del tempo di 10.2.

Il cubano Hermes Ramirez e l’americano Charles Greene corsero in 10.0 nei quarti di finale ed uguagliarono il record olimpico.

Lo stesso fece Jim Hines nella prima delle semifinali (10.08).

In finale il malgascio Ravelomanantsoa incorse in una falsa partenza mentre al via valido lo statunitense Pender (1.65x72) fece valere le sue eccezionali doti di partente.

Ai sessanta metri Greene, Hines e Miller si trovarono praticamente sulla stessa linea. A quel momento della gara, mentre Greene risentiva dell’infortunio patito alla gamba in semifinale, Hines produsse il suo massimo sforzo e si scrollò di dosso gli avversari.

Il tempo di Hines fu di 9.95, che depurato dell’abbuono di 0.05 fu riscritto come 9.90 e per effetto dell’arrotondamento portato a 9.9.

Il tempo uguagliava il mondiale e stabiliva il nuovo record olimpico; il 9.95 ottenuto da Hines rappresentava all’epoca il solo tempo “elettrico” inferiore ai 10” netti registrato in condizioni di tutta legalità.

Fu la finale dei 100 metri più veloce che si fosse mai disputata ai Giochi Olimpici.

 

Monaco di Baviera, venerdì 1 settembre 1972 – ore 17.30

 

1

2

Valeriy Borzov

49

URS

10,14

b

2

4

Robert Taylor

48

USA

10,24

n

3

5

Lennox Miller

46

JAM

10,33

n

4

6

Aleksandr Korneliuk

50

URS

10,36

b

5

8

Michael Fray

47

JAM

10,40

n

6

7

Jobst Hirscht

48

FRG

10,40

b

7

1

Zenon Nowosz

44

POL

10,46

b

8

3

Hasely Crawford

50

TRI

dnf

n

 

Vento: - 0.30 m/s

Iscritti: 96 in rappresentanza di 61 nazioni. – Partecipanti: 85 in rappresentanza di 58 nazioni.

Finalisti: 8

 

Il servizio di cronometraggio ufficiale, completamente automatico con soppressione quindi della taratura di 0.05, fu affidato alla Junghans diretta da Martin Lauer, ex primatista del mondo dei 110 metri ad ostacoli.

La Junghans fornì anche, per la prima volta, un  “Electric Start Control System” in grado di rilevare i tempi di reazione degli atleti allo sparo e quindi di segnalare le false partenze.

Purtroppo i tempi di reazione non furono resi noti e quelli segnalati sono riferiti solamente agli atleti sovietici Borzov e Korneliuk.

Il secondo turno eliminatorio vide la clamorosa defezione per disguido sull’orario di gara dei primatisti mondiali Rey Robinson ed Eddie Hart, entrambi statunitensi, che spianarono quindi a Borzov la strada verso il successo finale.

Fu proprio Borzov, vincitore della 3a batteria dei quarti di finale, a segnare il miglior tempo: 10.07 che rappresentava il nuovo record europeo.

In finale il più veloce in partenza fu il piccolo sovietico Korneliuk che fece registrare il tempo di reazione più rapido (0.12).

Crawford, bloccato da un infortunio muscolare occorsogli durante la semifinale, si era collocato sui blocchi per pura formalità ed al via si rialzò subito…fece pochi passi e poi si ritirò.

Dopo venti metri di gara le posizioni erano già chiaramente delineate.

A metà corsa Borzov aveva dato un metro di distacco allo statunitense Taylor, l’unico sopravvissuto della squadra dei velocisti; la gara era già decisa, le posizioni non cambieranno più.

Negli ultimissimi metri Borzov si permise di alzare entrambe le braccia ed a tagliare il traguardo in 10.14 davanti a Taylor (10.24) ed all’espero giamaicano Lennox Miller (10.33).

Gli storici ancora oggi continuano ad interrogarsi sull’esito della finale se in gara vi fossero stati i favoritissimi americani Hart e Robinson.

 

Montreal, sabato 24 luglio 1976 – ore 16.55

 

1

1

Hasely Crawford

50

TRI

10,06

0.129

n

2

4

Donald “Don” Quarrie

51

JAM

10,08

0.122

n

3

3

Valeriy Borzov

49

URS

10,14

0.125

b

4

5

Harvey Glance

57

USA

10,19

0.142

n

5

8

Guy Abrahams

53

PAN

10,25

0.146

n

6

6

Johnny Jones

58

USA

10,27

0.141

n

7

7

Klaus Dieter Kurrat

55

GDR

10,31

0.166

b

8

2

Petar Petrov

55

BUL

10,35

0.107

b

 

Vento: - 0.01 m/s – Temperatura: 25.6° C.

Iscritti: 93 in rappresentanza di 53 nazioni – Partecipanti: 63 in rappresentanza di 40 nazioni.

Finalisti: 8

 

Il favorito per la vittoria olimpica era il sovietico Borzov in virtù del duplice successo nelle prove di velocità ottenuto a Monaco quattro anni prima.

Insieme a lui godevano del favore del pronostico i tre americani, il giamaicano Quarrie e Hasely Crawford, lo sfortunato protagonista della finale olimpica di Monaco di Baviera.

Harvey Glance e Hasely Crawford furono i più veloci nei quarti di finale vincendo le batterie rispettivamente in 10.23 e 10.29.

Crawford ottenne anche il più rapido tempo di reazione in partenza facendo segnare un eccellente 0.118, che rimarrà il migliore della intera competizione olimpica.

I due velocisti più rapidi dei quarti si migliorarono anche nelle semifinali correndo in 10.24 e 10.22.

In finale Crawford e Borzov furono i più rapidi a mettersi in movimento, anche se il miglior tempo di reazione fu quello di Quarrie (0.122) che però perse un metro buono rispetto ai suoi avversari.

Fino ai cinquanta metri la gara fu caratterizzata da grande incertezza. Crawford mantenne la testa della corsa con Borzov alla sua altezza, mentre Quarrie si produceva in una grande rimonta.

Ai sessanta metri le speranze di Borzov di doppiare la medaglia di Monaco svanirono tanto risultò evidente la superiorità di Crawford che non mollò di un centimetro la testa della corsa ed andò a concludere vittoriosamente la gara, con il pugno alzato in segno di sfida e rivincita, nel tempo di 10.06, che lo collocava al sesto posto della lista “all-time” dei tempi automatici.

Quarrie concluse la sua grande rimonta proprio sul traguardo bruciando Borzov per il secondo posto ed andando ad insidiare addirittura Crawford dal quale rimase diviso da soli due centesimi di secondo (10.08).

Gli Stati Uniti registrarono un’altra delle loro più cocenti sconfitte fallendo il podio della velocità, circostanza questa che non si verificava dai Giochi di Amsterdam del 1928, quando Wykoff riuscì a qualificarsi solo quarto, come Glance

 

Mosca, venerdì 25 luglio 1980 – ore 20.15

 

1

8

Allan Wells

52

GBR

10,25

0.193

b

2

1

Silvio Leonard

55

CUB

10,25

0.151

n

3

5

Peter Petrov

55

BUL

10,39

0.145

b

4

2

Aleksandr Aksinin

54

URS

10,42

0.131

b

5

7

Osvaldo Lara

55

CUB

10,43

0.155

n

6

3

Vladimir Muravyov

59

URS

10,44

0.161

b

7

4

Marian Woronin

56

POL

10,46

0.163

b

8

6

Herman Panzo

58

FRA

10,49

0.130

b

 

Vento: + 1.11 m/s – Temperatura: 25.6° C.

Iscritti: 69 in rappresentanza di 41 nazioni - Rappresentanti: 65 in rappresentanza di 40 nazioni.

Finalisti: 8

 

La IAAF impose l’uso obbligatorio dei blocchi di partenza nelle manifestazioni internazionali.

I Giochi di Mosca furono caratterizzati dal boicottaggio promosso dagli Stati Uniti per protestare contro l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica.

Il favorito era il cubano Silvio Leonard, mentre gli antagonisti venivano indicati nel polacco Woronin, l’inglese Wells ed il tedesco Ray.

Il miglior tempo dei due turni eliminatori fu fatto registrare da Wells autore di un eccellente 10.11 davanti a Petrov (10.13) nella batteria che vide anche Mennea qualificarsi per la semifinale a spese del campione uscente Crawford; ma anche Leonard non fu da meno correndo in 10.16. Le semifinali videro l’uscita di scena di nomi famosi quali quelli di Quarrie, Mennea e Ray. In finale Leonard e Wells corsero molto distanti fra loro: 1a e 8a corsia. I più rapidi in partenza furono il sovietico Aksinin e Lara, il secondo dei cubani.

Ma ai 30 metri Leonard raggiunse i due avversari, subito seguito da Wells.

L’inglese appaiò il cubano agli ottanta metri e riuscì a prevale di un soffio: tempo per entrambi 10.25.

Nella prima gara disputata dopo i Giochi Allan Wells ebbe la meglio sul migliore degli americani del momento: Stanley Floyd (10.19 contro 10.21). 

 

Los Angeles, sabato 4 agosto 1984 – ore 19.10

 

1

7

Frederick Carlton “Carl” Lewis

61

USA

9,99

0.177

n

2

5

Samuel “Sam“Graddy

64

USA

10,19

0.156

n

3

4

Benjamin “Ben” Johnson

61

CAN

10,22

0.149

n

4

1

Ronald “Ron” Brown

61

USA

10,26

0.145

n

5

2

Michael “Mike” McFarlane

60

GBR

10,27

0.161

n

6

8

Raymond “Ray” Stewart

65

JAM

10,29

0.187

n

7

6

Donovan Reid

63

GBR

10,33

0.147

n

8

3

Antony “Tony” Sharpe

61

CAN

10,35

0.147

n

 

Vento: + 0.20 m/s – Temperatura: 23° C

Iscritti: 84 in rappresentanza di 59 nazioni – Partecipanti: 82 in rappresentanza di 59 nazioni

Finalisti: 8

 

Carl Lewis si presentò come il favorito in virtù del titolo mondiale della velocità conquistato nella prima edizione dei Campionati del Mondo di atletica leggera (Helsinki, 1983)e dopo aver sconfitto tutti gli oppositori nei Trials .

Il giamaicano Ray Steward fu il più rapido nel primo turno eliminatorio vincendo la sua batteria, la sesta, in 10.24 seguito dallo statunitense Sam Graddy, vincitore della quinta in 10.29.

Ma Lewis presentò le sue credenziali nei quarti di finale imponendosi nella quinta batteria in 10.04.

Carl fu il più rapido anche in semifinale correndo in 10.14 davanti a Ben Johnson (10.42), mentre Ray Steward si aggiudicò l’altra in 10.26.

Johnson e Graddy nella finale furono i più rapidi nell’avvio e mantennero la testa della corsa fino a metà gara, con Lewis che si inseguiva da vicino.

Agli ottanta metri Carl si produsse in un allungo straordinario e con un finale entusiasmante si portò al traguardo vittorioso, facendo segnare il tempo eccezionale di 9.99., davanti al connazionale Graddy ed al canadese Johnson che da quel giorno divenne il suo avversario più accanito.

 

Seul, sabato 24 settembre 1988 – ore 13.30

 

1

3

Frederick Carlton “Carl” Lewis

61

USA

9,92

0.136

n

2

4

Linford Christie

60

GBR

9,97

0.138

n

3

5

Calvin Smith

61

USA

9,99

0.176

n

4

8

Dennis Allen Mitchell

66

USA

10,04

0.186

n

5

1

Robson Caetano Da Silva

64

BRA

10,11

0.155

n

6

7

Desai Williams

59

CAN

10,11

0.149

n

7

2

Raymond “Ray” Stewart

65

JAM

12,26

0.159

n

8

6

Benjamin “Ben” Johnson

61

CAN

dsq

 

n

 

Vento: + 1.10 m/s – Temperatura: 25° C – Umidità: 55% - Pressione: 1.004 mBar.

Iscritti e partecipanti: 103 in rappresentanza di 69 nazioni.

Finalisti: 8

 

Ben Johnson aveva vinto a Roma nel 1987 il titolo di campione del mondo portando nell’occasione il primato del mondo a 9.83 contro il rivale Carl Lewis (9.93).

Durante il meeting di Zurigo, cinque settimane prima dei Giochi, Lewis sconfisse Johnson correndo i 100 metri in 9.93 contro i 10.00 del canadese.

Fatto eccezionale, nel primo turno eliminatorio si corsero tredici batterie.

Lewis fu il più rapido con 10.14 , seguito da Christie (10.19).

L’inglese si migliorò nel secondo turno ottenendo un ottimo 10.11 davanti a Mitchell (10.13) e Johnson (10.17), ma il campione olimpico uscente scese a 9.99 ipotecando la finale.

Lewis fece ancora meglio nella prima delle semifinali conclusa in 9.97, mentre Johnson, vincitore della seconda, fece segnare ai cronometri solo 10.03 su Christie (10.11).

Nella finale Lewis (0.132) e Johnson (0.136) furono i più reattivi in partenza , ma il canadese dopo dieci metri di gara aveva già preso un leggero vantaggio seguito dal compagno di squadra Williams.

A metà gara Johnson (5.52) aveva un vantaggio di un  metro su Williams (5.61) che precedeva a sua volta Lewis (5.65).

Johnson riuscì a mantenere il suo vantaggio ed a contenere il ritorno imperioso di Lewis, mentre anche Christie si produsse in un finale molto efficace.

Il canadese ottenne un eclatante 9.79, nuovo record mondiale ed olimpico, seguito da Lewis (9.92) e da Christie (9.97), mentre anche il quarto classificato, Calvin Smith, scese sotto i 10 secondi netti (9.99).

Tre giorni dopo Johnson venne trovato positivo al controllo antidoping e squalificato.

Il titolo olimpico andò a Lewis, che divenne così il primo velocista ad aver conquistato due vittorie consecutive nei 100 metri ai Giochi Olimpici.

Successivamente Johnson venne squalificato con effetto retroattivo e privato del titolo e del record mondiale conquistati ai Campionati del Mondo di Roma ’87.

 

Barcellona, sabato 1 agosto 1992 – ore 20.00

 

1

5

Linford Christie

60

GBR

9,96

0.139

n

2

3

Frankie Fredericks

67

NAM

10,02

0.138

n

3

4

Dennis Allen Mitchell

66

USA

10,04

0.143

n

4

1

Bruny Surin

67

CAN

10,09

0.124

n

5

6

Leroy Russell Burrell

67

USA

10,10

0.165

n

6

8

Olapade Adeniken

69

NGR

10,12

0.172

n

7

2

Raymond “Ray” Stewart

65

JAM

10,22

0.153

n

8

7

Davidson Ezinwa

71

NGR

10,26

0183

n

 

Vento: + 0.50 m/s – Temperatura: 28° C. – Umidità: 73%

Iscritti: 87 in rappresentanza di 67 nazioni – Partecipanti: 81 in rappresentanza di 65 nazioni

Finalisti: 8

 

Prima del 1992 l’inglese Allan Wells con i suoi 28 anni era il più anziano vincitore della gara dei 100 metri ai Giochi Olimpici.

Linford Christie raggiunse l’oro olimpico della specialità a 32 anni.

Nei primi due turni eliminatori Christie (10.07), Burrell (10.08) e Fredericks (10.13) furono gli atleti che impressionarono di più, mentre in semifinale il più rapido fu Burrell (9.97) che precedette Christie (10.00), mentre Fredericks si impose nell’altra in 10.17.

In finale il canadese Surin fece registrare il miglior tempo di reazione (0.124). L’ottima partenza permise a Surin di condurre la gara fino ai 50 metri, quando fu ripreso da Christie e Fredericks.

L’inglese fu il più rapido ai 60 metri e nel finale conquistò un  metro di vantaggio sugli avversari che gli permise di concludere vittoriosamente la gara in 9.96, mentre Fredericks conquistò il secondo posto (10.02) e Dennis Mitchell (10.04) il terzo.

Il giamaicano Steward, giunto in settima posizione, fu il primo di sempre a raggiungere la terza finale olimpica dei 100 metri.

 

Atlanta, sabato 27 luglio 1996 – ore 21.00

 

1

6

Donovan Bailey

67

CAN

9,84

0.174

n

2

5

Frank Fredericks

67

NAM

9,89

0.143

n

3

3

Ato Boldon

73

TRI

9,90

0.164

n

4

4

Dennis Allen Mitchell

66

USA

9,99

0.145

n

5

1

Michael "Mike“ Marsh

67

USA

10.00

0.147

n

6

7

Davidson Ezinwa

71

NGR

10,14

0.157

n

7

8

Michael Green

70

JAM

10,16

0.169

n

8

2

Linford Christie

60

GBR

dsq

0.089

n

 

Vento: + 0.7 m/s – Temperatura: 25° C. – Umidità: 80% - Pressione: 767,3 mBar

* regola IAAF 162.7

Iscritti e partecipanti: 106 in rappresentanza di 75 nazioni - Finalisti: 8

 

Il campione olimpico in carica Christie, il campione del mondo di Goteborg Bailey, il campione NCAA Boldon, l’americano Dennis Mitchell ed il namibiano Fredericks, sceso due volte a 9.90 nel mese precedente i Giochi, erano indicati fra i favoriti della vigilia per la vittoria finale.

Nel primo turno eliminatorio si disputarono ben dodici batterie al termine delle quali i più veloci furono il nigeriano Davidson Ezinwa (10.03), Ato Boldon (10.06) e Jon Drummond (10.08) i soli a scendere sotto i 10.10.

Nei quarti di finale i più veloci furono Frank Fredericks (9.93) e Boldon (9.95) in un turno che non riservò sorprese.

Boldon (9.93) e Fredericks (9.94) si aggiudicarono le due semifinali che videro la eliminazione di Obadele Thompson, di Bruny Surin e di Jon Drummond.

La finale si avviò solo al quarto tentativo. Vi furono infatti ben tre false partenze di cui una commessa da Boldon e due da Christie che, primo nella storia della finale olimpica dei 100 metri, venne squalificato ai sensi della Regola Iaaf 162.7.

Fredericks (0.143) fu il più reattivo in partenza, mentre Bailey fu il più lento (0.174) a lasciare i blocchi.

Mitchell prese la testa della corsa che mantenne fino ai 25 metri quando fu raggiunto da Boldon. I due procedettero affiancati fino a 15 metri dall’arrivo quando furono raggiunti e superati dal canadese Bailey che andò a vincere nel tempo di 9.84, nuovo record del mondo ed olimpico.

Fredericks (9.89) superò Boldon (9.90) negli ultimi cinque metri di gara; il trinidegno stabilì il nuovo primato nazionale della specialità.

  

Sydney, sabato  23 settembre 2000 – ore 20.20

 

1

5

Maurice Greene

74

USA

9,87

0.197

n

2

8

Ato Boldon

73

TRI

9,99

0.136

n

3

4

Obadele Thompson

76

BAR

10,04

0.216

n

4

3

Dwain Chambers

78

GBR

10,08

0.174

n

5

6

Jonathan “Jon” Drummond

68

USA

10,09

0.147

n

6

1

Darren Campbell

73

GBR

10,13

0.193

n

7

7

Kim Collins

76

SKN

10,17

0.210

n

8

2

Aziz Zakari

76

GHA

dnf

0.180

n

 

Vento: - 0.3 m/s

Iscritti e partecipanti: 99 in rappresentanza di 78 nazioni – Finalisti: 8

 

Il due volte campione del mondo e primatista mondiale della specialità Maurice Greene godeva dei favori del pronostico mentre Ato Boldon si presentava come il suo più valido antagonista.

Undici le batterie del primo turno eliminatorio al termine delle quali il migliore risultò essere proprio Boldon (10.04) con quasi due metri di vento a favore, vincitore della ottava batteria.

Nel secondo turno, quello dei quarti, il suo tempo fu uguagliato da Obadele Thompson, vincitore della terza batteria che vide l’uscita di scena del campione olimpico in carica Donovan Bailey vittima di un infortunio

Greene, rimasto fino ad allora abbastanza coperto, si mise in luce nella seconda delle due semifinali andando a vincere (10.06) nonostante una partenza poco reattiva (0.227) davanti a Drummond (10.10), Boldon (10.13) ed il sorprendente ghanese Zakari (10.16).

Nella prima semifinale si impose il giovane britannico Dwain Chambers (10.14), su Obadele Thompson (10.15), Darren Campbell (10.19) e Kim Collins, del minuscolo stato di St. Kitts & Nevis.

In finale Zakari incorse in una falsa partenza ed al via valido il più veloce ad uscire dai blocchi fu Boldon (0.136) che mantenne la testa della corsa fino ai trenta metri.

Fra i trenta ed i cinquanta metri le posizioni si riequilibrarono ed a metà gara i concorrenti si presentarono quasi sulla stessa linea con la sola eccezione di Zakari che si era ritirato per infortunio.

Da quel momento Greene mise in moto la sua poderosa macchina da corsa e transitò ai settanta metri ad una velocità stimata di 43 chilometri orari, che gli permise di staccare gli avversari ed ad andare a vincere nel tempo di 9.87, secondo tempo di sempre per una finale olimpica dopo il 9.84 di Bailey ad Atlanta.

Secondo fu Boldon (9.99) ed Obadele Thompson terzo (10.04).

Greene impiegò 45 passi per coprire la distanza che lo divideva dall’oro olimpico.

 

Atene, sabato  22 agosto 2004 – ore 22.10

 

1

3

Justin  Gatlin

82

USA

9.85

0.188

n

2

5

Francis Obikwelu

78

POR

9.86

0.163

n

3

7

Maurice Greene

74

USA

9.87

0.151

n

4

4

Shawn Crowford

78

USA

9.89

0.161

n

5

6

Asafa Powell

82

JAM

9.94

0.166

n

6

1

Kim Collins

76

SKN

10.00

0.175

n

7

8

Obadele Thompson

76

BAR

10.10

0.164

n

8

2

Aziz Zakari

76

GHA

dnf

0.178

n

 

Vento:  0.6 m/s

Iscritti e partecipanti: 80 in rappresentanza di 60 nazioni – Finalisti: 8

 

Finale a sorpresa come mai ci si poteva immaginare in questi 100 olimpici! Partenza buona alla prima. Greene, in settima corsia, parte come a cannone come al solito, meno bene Crawford. Buon avvio anche per Collins, indietro il giamaicano Powell, reggono il passo Gatlin e Obikwelu. Tutti a testa bassa nei primi 30 metri di accelerazione, con Gatlin, Collins, Obikwelu, Greene a condurre il gruppo. Collins si perde nella seconda parte di gara, mentre si fa male Zakari. E' Gatlin invece a prendere il treno giusto. Sul traguardo si fiondano in tre, Gatlin, Greene, Obikwelu, leggermente dietro Crawford. La spunta l'americano più giovane, solo 22 anni, Justin Gatlin. 9.85 per lui, praticamente un record del mondo Under 22! Due soli centesimi invece dividono i primi tre: Francis Obikwelu, secondo, neo-recordman europeo con 9.86. Terzo Maurice Greene in 9"87; il mastino di Kansas City più di questo non poteva fare. Il bronzo questa volta vale oro, gli avversari sono giovani e davvero molto performanti. Delude in parte le aspettative Asafa Powell. Il giamaicano ha prevedibilmente pagato le forti tensioni della finale olimpica. Collins corre al suo meglio, come la finale mondiale di un anno fa, ma questa volta rimane solo quinto, i valori in campo sono diversi.

Il 26 luglio 2006 viene resa pubblica la positività di Justin Gatlin al testosterone. Recidivo, evita una squalifica a vita poiché alla prima positività assumeva medicinali stimolanti contro un problema di scarsa attenzione. Viene allontanato dai campi di atletica per 8 anni. Non viene costretto a riconsegnare le medaglie olimpiche e mondiali vinte.